mercoledì 20 settembre 2017

PARIGI E' UN DESIDERIO

Parigi è un sogno, una meta, un percorso, un arrivo, una partenza.

E' viaggio e divertimento.

E' leggerezza e passione.

E'cultura e lavoro.

E'sballo e ricerca interiore.

E' gioco e impegno.

E'confessione e dolore.

E' luogo e universo.

E' tenerezza e amore.

E' tradimento e separazione.

E' perdersi e ritrovarsi.

E' caduta e rinascita.

Parigi è un desiderio.

Scritto con passione, maestria e ironia, questo romanzo conduce  il lettore nelle pieghe dei pensieri più intimi  e nel sentiero esistenziale dell'autore Andrea Inglese. Il tono narrativo è colloquiale e intenso e apre ad un universo di luci e ombre, di luoghi vissuti e scoperti della città e dell'animo, all'amore per Andromeda, a brandelli di riflessioni che vagano come nuvole, ad aspirazioni giovanili incerte e a un terreno più fertile di matura concretezza.

Parigi è un desiderio.

Da leggere.



domenica 30 luglio 2017

LA SORPRESA NELLA SCATOLA BLU

Certe volte abbiamo la soluzione dei nostri problemi o delle nostre ricerche e non la vediamo, che ne dite? Poi appare all'improvviso. Come per miracolo.

Ecco una favola per i piccini che piacerà anche ai grandi.

La scatola in raso blu era lì,a portata di mano, appoggiata sulla credenza in cucina.  Lulù la osservava da tempo,facendo varie ipotesi sul contenuto.Oro e diamanti? Perle e rubini?Oppure messaggi d’amore da conservare con gelosia? O segreti microfilms? Intenta nei suoi pensieri la bambina non si accorse che Pippo,un cucciolo di labrador che sembrava un piumino di cipria,di appena tre mesi stava rosicchiando le gambe del tavolo.

“ Smettila,smettila,se ti vede la mamma!.” Gli gridò Lulù
“Vieni, andiamo in giardino a giocare”
Ma,al loro ritorno la scatoletta era scomparsa! Lulù ebbe un tuffo al cuore:il suo tesoro era sparito nel nulla!
“Mamma hai preso tu la bella  scatoletta blu?” chiese con  ansia
“Quale scatola,non ne ho visto neanche una,non sarà,come sempre, la tua galoppante fantasia?”
Rispose la mamma.“Eppure non ho sognato,l’hai vista anche tu,vero Pippo?”
La  bimba si infilò allora il suo cappellino da Sherlock Holmes e incominciò le indagini.
Ma nonostante i suoi sforzi, non riusciva a trovarla!
“Il mio tesoro,il mio tesoro, dov’è il mio tesoro”gridava disperata girando per ogni angolo della casa
“Forse ho avuto un miraggio!” concluse amareggiata.

Due giorni dopo però, mentre giocava a nascondino con Pippo,un raggio di sole illuminò la sala e come per incanto la scatoletta riapparve,ma solo per un attimo.Questa volta era trasparente e luminosa come l’acqua di una sorgente e sembrava che all’interno ci fossero mille bolle colorate.
Il piccolo labrador si lanciò per afferrarla,scodinzolando gioioso,ma ,proprio come una bolla,svanì nel nulla.Il mistero si infittiva sempre più.

E ancora il giorno dopo ancora il cofanetto si materializzò, di un morbido rosso fragola e scomparve di nuovo. Ormai la povera Lulù pensava  di soffrire di allucinazioni;lei e Pippo si guardavano sconsolati,non sapendo più che cosa fare.
Per qualche tempo e per brevi attimi rividero la scatolina,ora verde,ora gialla,arancio,viola.
Lulù stava realmente pensando di avere una strana malattia!
Ma la mamma ,a questo punto le disse:
“Quello che tu hai visto è l’arcobaleno delle tue emozioni e dei tuoi desideri,sempre diversi e luminosi,quando saprai realmente cosa vorrai troverai  la tua scatola.”

Per molti anni la bambina non la vide più e,ormai cresciuta ,non se ne ricordava nemmeno
Un giorno,durante uno dei suoi viaggi in un paese pieno di sole e di allegria, Lulù era una viaggiatrice curiosa e sempre pronta a scoprire nuove mete,sentì parlare di una cascata dall’acqua di smeraldo che si tuffava in un piccolo lago,e piena di curiosità e con una strana emozione nel cuore,volle andare a visitare quei luoghi.
Dopo una lunga camminata in un bosco profumato, Lulù raggiunse la cascata e si tuffò in quelle acque limpide e profonde,sentendo dentro di sé una pace e un’armonia ristoratrice.

E a quel punto la vide.Vide, dopo molto tempo, la sua scatoletta blu,scintillante  e misteriosa,che si era materializzata vicino a lei.O c’era sempre stata ed era lei che non la vedeva?
Finalmente riuscì a toccarla e ad aprirla.Per prima cosa uscirono tutte le bolle colorate,i suoi sogni,le sue emozioni, che dipinsero il cielo a pois,e dentro rimase infine una piccola casa,la sua casa,quella che aveva sempre cercato.
E così Lulù rimase lì per sempre, in quel paese pieno di sole e di allegria.

Buona estate!

giovedì 27 luglio 2017

Pensieri in libertà


Io e un’amica in una giornata di sole a Posillipo.

Entriamo nell’acqua e scivoliamo sulle onde, aggrappate al  materassino giallo come naufraghi su un’isola e il mare diventa oceano all’improvviso. I confini si perdono e si diluiscono nell’azzurro senza tempo, i pensieri si dilatano e volano liberi, il mormorio dei flutti diventa una canzone che ci culla e ci trasporta in mondi nuovi, in uno spazio dove possiamo recuperare la nostra vera essenza e respirane la fragranza. Il profumo del mare diventa il nostro odore, il nostro vero abito. Il mare siamo noi,   libere di esistere. Semplicemente.

Quando il pensiero non è più finalizzato ma diventa essenza, nuvola, profumo, possiamo riscoprire parti di noi nascoste e sepolte sotto montagne di obblighi, corse, e ci avviciniamo al nostro vero sé.

" Creiamo qualche cosa di nuovo, una scommessa"

"Cioè?"

“Apriamo una gelateria”

“ Una  gelateria?”

“Gelati, libri e gazzosa, dove accogliamo tutti, bambini, adulti, uno spazio libero, goloso, felice.”

" Meglio champagne"

“Dai ci divertiamo, torniamo piccoli, su incominciamo a sorridere…”

“ Si, bello, però….”

Il però ritorna. E ci blocca. Rientriamo nella scatola di tutti i giorni, lasciando fuori i sogni.

Ma il sogno prima o poi guizzerà fuori di nuovo.Fresco come un gelato alla menta, goloso come le scaglie di cioccolato che si fondono con la menta.

Alla prossima estate.

martedì 27 giugno 2017

Piccoli lettori crescono


Oggi cari amici vi propongo una fiaba scritta da una bimba di otto anni , spesso vado nelle scuole e i bambini si appassionano così tanto a leggere delle storie che diventano anche loro piccoli scrittori...
Leggiamola insieme 

Una notte da super brividi !!!


Titolo: una notte da super brividi !!
Personaggi:
Protagoniste: due ragazzine di 10 anni
Altri: fantasmi e cani
Tempo: mezzanotte
Luogo: bosco di notte

Fatto oscuro: il bosco è infestato da fantasmi

Era uno stupendo pomeriggio, quando io e la mia amica Camilla, andammo nel bosco.
Dopo circa tre o quattro ore che eravamo lì, diventò buio.
A quel punto, Camilla voleva tornare a casa perché aveva paura; io insistevo per continuare ad andare avanti, così lei accettò.
Continuammo a camminare.
Passarono altre ore e si fece ancora più buio, Camilla aveva paura, ma andava avanti lo stesso.
Dopo un po’ ci fermammo, eravamo stanche e vedemmo orrende luci verdi apparire lungo il bosco, poi un turbine d’ aria ci prese e ci trascinò esattamente nel punto dove cinquanta anni prima un uomo – fantasma era stato divorato da due cani. Una leggenda narra che il fantasma di questo uomo vola ancora nel bosco per vendicarsi di tutte le persone che hanno cani o che li amano. Vi starete chiedendo come fa a sapere se vi piacciono i cani, beh, lui ti può leggere nel pensiero, io e Camilla, purtroppo non sapevamo questa leggenda, altrimenti non saremmo mai andate nel bosco di notte…..

La mia amica ebbe una specie di premonizione: a mezzanotte precisa il bosco sarebbe stato assorbito da un enorme buco nero, e chiunque si trovava lì sarebbe stato assorbito, divorato dai cani, infine si sarebbe trasformato in un orrendo fantasma.

Io e Camilla iniziammo ad avere paura, questa volta sul serio.

Incominciammo a correre verso l’ uscita del bosco, quando una voce disse sussurrando:
“State già andando via ?”
Noi non rispondemmo, avevamo troppa fretta di scappare.
Vi starete dicendo:
“Si, ma così è troppo facile, non è giusto, che storia del terrore è questa ?”
In effetti  non fu così facile, quando arrivammo vicino all’ uscita del bosco, dal terreno salirono delle sbarre alte almeno quattro o cinque metri, con attorno il filo spinato.
Ci fermammo urlando:
“ Aiuto, aiuto qualcuno ci salvi, aiuto, aiutateci!!”
Ci rispose una signora, con voce tremolante e sepolcrale:
“Ci avevo detto che sareste morti insieme a tutti noi, fantasmi del bosco.”
Camilla rispose:
“No, noi non moriremo mai insieme a voi, siamo troppo giovani!”
Quando Camilla smise di parlare, si sentirono moltissime risate, ma non normali, erano rauche!
Io provai ad arrampicarmi sul cancello, ma mi punsi con il filo spinato, quando l’ ultima goccia di sangue toccò per terra, mi svegliai. La prima cosa strana è che anche Camilla si era svegliata nello stesso mio momento, ma la cosa ancora più strana è che ha fatto lo stesso mio sogno, lo so perché lei era venuta da me a dormire, quindi me l’  ha  raccontato.
 Era stato solo un sogno? Non ci potevamo credere e comunque per noi è stata e rimarrà per sempre una notte da superbrividi!    

 Bravissima Luna! 

martedì 6 giugno 2017

L'ARTE DEL FENG SHUI A MISURA DI GEPPETTO

C'era una volta un pezzo di legno…Così era incominciata la storia di Geppetto, alias Mastro Ciliegia, e il suo Pinocchio, il divertente burattino, compagno nella fantasia di tanti e tanti bambini.
Ma ne era passata di acqua sotto i ponti e la piccola falegnameria dove abitavano un tempo, si era trasformata in un atelier di design del legno. Geppetto, da buon artigiano, tramutava in bellissimi oggetti e mobili i disegni di Pinocchio, che era ormai diventato un noto designer nell’arredamento. Aveva incominciato per gioco, spinto dalla passione  per il legno e le sue caratteristiche, il calore, le nervature, perfino il profumo. E negli anni la sua abilità si era talmente sviluppata da diventare una vera e propria professione.
Il suo aspetto un po’ bizzarro lo aveva addirittura aiutato.
“ Sei solido e tutto d’un pezzo” gli dicevano scherzando e ammirando le sue creazioni, semplici ma di gran gusto.
E lui non si dispiaceva, muoveva il naso appuntito in segno di approvazione.
Non aveva perso nemmeno la curiosità e il senso d’avventura che lo avevano sempre contraddistinto.
Un giorno infatti:
“ Babbo, vorrei imparare l’arte del Feng Shui” disse a Geppetto con noncuranza.
“ Feng Shui? Che cosa è?” Il falegname era stupito, ogni giorno Pinocchio aveva una nuova idea.
Non che gli dispiacesse, ma non sempre riusciva a stargli al passo.
“ Il Feng Shui è un’arte orientale, nata in Cina per creare armonia tra l’interno e l’esterno della casa.“ spiegò lui.
Geppetto, da buon padre, capì il suo interesse. Da piccino Pinocchio era stato disobbediente e bugiardo e ne aveva pagato il prezzo. Da allora aveva ben compreso la lezione e aveva orientato la sua vita alla ricerca della pace e delle buone azioni.
“ Perché non andiamo in Cina?” propose Pinocchio al padre.“ E’ da tanto tempo che non facciamo un viaggio!”.
Mille dubbi incominciarono ad affollare la mente dell’anziano falegname.
Ma Pinocchio continuava ad insistere.
“ Possiamo finalmente usare la nostra macchina telesportatrice!”
Era stato un regalo a sorpresa della Fata Turchina. Un giorno avevano trovato in giardino una grande rondine di legno di cedro. In realtà era una navetta spaziale. Una piccola porta conduceva all’interno della cabina, attrezzata per il viaggio di teletrasporto.
“ Vi porterà dove volete in pochissimi minuti. Dovete solo sedervi e pensare intensamente al luogo prescelto”. Gli aveva sussurrato la Fatina. 
“ Ma non l’abbiamo mai provata, funzionerà? E poi dove andiamo? La Cina è un paese immenso! ” Geppetto era ancora perplesso.
Mentre parlava, Pinocchio guardava con intensità il grande vaso di porcellana all’ingresso. Era pieno di fiori e sulla parte anteriore il disegno di un grande albero colmo di frutti gialli e rossi accoglieva lo sguardo con un’ energia davvero particolare.

Un pensiero gli attraversò la mente, veloce come un lampo.  Senza nemmeno rispondere, corse al computer e incominciò la sua ricerca. Dopo qualche ora si presentò trionfante davanti a Geppetto. 
Gli mostrò una foto con una donna cinese, minuta e dalla pelle color avorio. Vicino a lei una bimba con i capelli raccolti in una treccia che teneva in braccio un piccolo panda paffuto.
Sullo sfondo una pagoda immersa nel verde e intorno decine e decine di vasi di tutte le forme e dimensioni.
“ E’ la creatrice del nostro vaso” spiegò. ”Tramite internet sono riuscita a trovarla e le ho anche scritto!”
“Abita vicino a Pechino con la sua bambina ed è disposta ad accoglierci per qualche tempo nella casetta accanto alla sua pagoda. E’ interessata al mio lavoro e io al suo. ”  
“ E poi…” Pinocchio abbassò la voce.
“ Quell’albero disegnato sarà l’albero dell’armonia?”continuò.
“ Pinocchio, attento, non volare troppo con la fantasia.Ti ricordi la brutta avventura con l’albero degli Zecchini d’oro? Cos’è questo albero?” Geppetto aveva un tono serio, quasi di rimprovero.
Pinocchio si mise a ridere. Il gatto, la volpe e Mangiafuoco erano solo un ricordo del passato.
“Si narra che esista per davvero e il succo dei suoi frutti gialli e rossi possano donare un senso di pace. Bastano poche goccie sui mobili di una casa per portare gioia e armonia. Me lo ha confessato proprio la nostra amica Fata Turchina. Ed è per questo che ci ha regalato la macchina per il teletrasporto, per cercarlo. Che sia in Cina?”
“ Lo troverai, mi ha sussurrato una notte, ma dovrai viaggiare molto…”
 “ Babbo, partiamo?” Pinocchio lo guardava con occhi pieni di speranza. Anche il naso appuntito tremolava tutto.
“ E sia!” sospirò Geppetto.
Il giorno dopo entrarono nella navicella a forma di rondine con una piccola valigia. Si sedettero sui sedili, comodi e tondi, guardando intensamente il luogo della fotografia. Dopo pochi minuti si sentirono sollevare ed  entrarono in un vortice di luce, davanti ai loro occhi scorrevano immagini di mari, fiumi, foreste e città. Poi silenzio, solo le risate soffici di una bambina. Aprirono gli occhi e le immagini della foto erano lì davanti a loro. La pagoda, i vasi,  la donna cinese con la bambina e il piccolo panda. Aveva funzionato. Una vera magia.
“Grazie Fatina.”Pinocchio la ringraziò  con tutto il cuore. E lei rispose con un  fruscio del vento.
 Un nuovo mondo si stava aprendo davanti a loro. Chissà quali meravigliose avventure li stavano aspettando…Ben presto lo avrebbero scoperto.




mercoledì 3 maggio 2017

Oltre i confini della mente

Le onde della musica si sintonizzano con le nostre emozioni e ci fanno vibrare,possono creare armonia fra mente e cuore e donare pace alla nostra anima.

Le onde elettromagnetiche ed elettriche regolano fenomeni accettati unanimemente dalla scienza.

Le particelle subatomiche, i quanti, sono connesse fra di loro nello spazio con fenomeni che si possono considerare, per procedere con una  semplificazione, "telepatici".

Siamo molto di più di quello che possiamo vedere, esistono pratiche concrete e non solamente spirituali  per attivare facoltà sottili di percezione dell'invisibile.

Psicologia in medicina e spiritualità in psicologia.

Mangiare a colori per il benessere psicofisico.

Amore e fiducia: un percorso per risvegliare l'anima

Tanti e disparati sono i temi trattati durante il convegno "L'uomo multidimensionale,oltre i confini della mente", centinaia le persone presenti che cercano risposte, specialmente quando toccate dalla sofferenza,nella razionalità, nella fede, in un miscuglio di entrambe.  La ricerca del senso della vita muove energie e anime, di scienziati, medici, fisici, artisti, religiosi, professori,  per arrivare ai medium e sciamani.
Molte le opinioni e  ricette "spirituali". Forse troppe, un'indigestione di  parole, interessanti ma travolgenti.
Quali sono le mie impressioni?
L'ascolto mi ha aperto alla riflessione ed ad un'unica osservazione: alcuni ingredienti sono compresi in ogni ricetta, l'amorevolezza e l'atteggiamento positivo.
Sono sempre loro gli ingredienti fondamentali per vivere in armonia. Per curarsi il corpo e l'anima, per dare pace al vortice dei pensieri, per rialzarsi e continuare nelle difficoltà tramutando una sconfitta in opportunità di crescita, per sentirsi in concordia con gli altri e per sintonizzarsi con quel mondo invisibile che è vicino e presente, più di quanto possiamo immaginare.
E mi sono sentita fortunata perchè amo quello che faccio, amo scrivere, cucinare, accogliere, amo i fiori e le piante di cui è "fiorita" la mia casa, mi sento in pace nel cuore e nella mente. Se cado, mi rialzo e riprovo. Cerco di aiutare gli altri meno fortunati e spero di trasmettere amore anche con ciò che scrivo.Non con buonismo ma con consapevolezza.

Namaste, grazie per esserci.