martedì 14 marzo 2017

CHI PARLA? IL TUO PENSIERO

" E' tutto buio, è tutto scuro"
" Chi parla?"
" Sono io "
"Io chi?"
"Il tuo pensiero"
" Il mio pensiero?"Stano, un pensiero che parla.Non dovrebbe solo pensare in silenzio?
"Perchè mi chiami?"
"Qui fa freddo ed è buio"
" E io cosa ci posso fare? Sei tu quello dentro la mia testa"
" Sorridi, dai sorridi"
Ma la mia bocca rimaneva serrata. Anche intorno a me era tutto scuro, nuvoloni cupi non facevano passare nessuno spiraglio di luce.
" Provaci, dai provaci. Su,fatti una risata"
"Eh sì, una risata, ma che c'è da ridere, non trovo niente di divertente!"
"Neanche il solletico'?"
All'improvviso incominciò a prudermi l'orecchio, poi le mani,poi la pancia e scoppiai in una risata.
Una risata un pò forzata e indotta ma che continuò a sgorgare senza limiti.
"Finalmente, un pò di luce"
La vocina ora era più allegra.
" Che bello, si è aperta una finestra e c'è il sole!!!!!"
Anche le nuvole intorno a me erano sparite lasciando il posto ad una pennellata d'azzurro che si rivelò all'improvviso.  Potenza del pensiero, e dell'angelo che lo aveva ispirato.

Dopo questo lungo inverno apriamoci al sole del sorriso e doniamo un pensiero con amorevolezza, e gentilezza; attiviamoci con un gesto di solidarietà, guardiamo all'universo come petali di un unico fiore.Basta veramente poco.

"E' più facile odiare che amare, dice Papa Francesco, ma amare porta alla pace"

Leggere sugli angeli:
Ascolta il tuo maestro- Wanda Iervolino www.wandajervolino.it
Il volo del pettirosso- www.ilpettirossocentroyoga.it

venerdì 3 marzo 2017

UN PETALO DI BELLEZZA

Lui, Lei e un bimbo.Spiaggia bianca, mare turchese; è l'ora del tramonto.
Lui sospira :che bellezza!
Lei, di rimando: che bellezza!
Il bimbo : bello
Silenzio.Intorno il sole colora di porpora l'acqua del mare, la sabbia si tinge di oro, il verde dei pini splende alla luce.
Il bimbo: l'arcobaleno,ohhh
Lei: l'arcobaleno è bellezza?
Lui: il colore è bellezza.
Lei: e poi,cosa è bellezza?
Lui, intenerito:tu.
Lei sorride e continua: e poi?
Lui, e poi la bellezza è un sorriso, la rugiada al mattino, il cielo stellato, la neve sui monti..
Lei: che romantico
Lui continua: è anche un dolce al cioccolato, un bicchiere di vino, il mio piatto preferito, trenette al pesto.
Lei:e la musica, un quadro, a me piacciono gli impressionisti, quel modo giocare con il pennello con
la leggerezza  di una farfalla, un libro da leggere accoccolati sul divano,un film.
Lui :quello di Sorrentino?La grande bellezza?
Lei ride:anche
Lei guarda i gabbiani: Vorrei volare e farmi trasportare in un mondo di pace e armonia. Questo è bellezza, la canzone che culla l'anima e la rasserena.
E' quasi sera ormai, il bimbo li abbraccia e insieme formano un nastro tessuto con le tinte d'amore.
Ecco, questo è bellezza per me. L'amore è bellezza, la semplicità è bellezza.Anche la tazzina del caffè al mattino può essere bellezza se così la sentiamo e la vediamo .Certo, una piccola bellezza differente da quella "grande" della natura e dell'arte.
Ma  penso che è proprio da lì che dobbiamo partire per incontrare noi stessi. Piccoli momenti di bellezza che riaprono il contatto con la musica del cuore che spesso non ci riusciamo più a sentire. Ricominciamo ad ascoltare la nostra musica,a sognare e a  credere nella forza dei nostri desideri con una energia vitale crescente. Riscopriremo la bellezza, la nostra.
E chissà, aprendo il cuore alla corrente vitale di amorevolezza che unisce uomini e natura i nostri desideri più veri e profondi potranno prendere forma come un fiore che sboccia in primavera.

giovedì 16 febbraio 2017

UN GESTO DI TENEREZZA PUO' FAR NASCERE UN FIORE


“Come gira la girandola,come  gira la girandola” pensava tra sé e sé Fagiolino.
Il vento  faceva girare i grossi petali colorati della girandola e lui la guardava come ipnotizzato. Era quasi primavera e  la mamma aveva riempito di girandole il grande terrazzo pieno di sole affacciato sul mare e lui amava osservare il turbinio dei loro colori che si fondeva con l’azzurro del cielo e delle onde.

Un mattino gli sembrò di girare insieme al vento, tutto il suo mondo diventò un arcobaleno di luce e per incanto si trovò trasportato fin su verso le nuvole aggrappato ad una enorme girandola rossa. 
“Come mai mi trovo quassù?” si chiedeva meravigliato.
Mentre voleggiava attraversando  mari e monti con le rondini e i gabbiani che gli facevano l’occhiolino e lo accompagnavano nel suo volo fatato, improvvisamente vide in lontananza un draghetto rosso che sputava fuoco e fiamme!
“Bimbo,bimbo,hai visto passare il mio nemico mortale il Cavaliere Errante?”chiese il draghetto,che si chiamava Fuochetto. Fagiolino  lo guardò meravigliato,e poi gli fece un magnifico sorriso.
“Hei bimbo,dico a te hai visto passare un grande cavaliere con il mantello nero e gli stivali più veloci del mondo?”insistette Fuochetto.
Questa volta Fagiolino,che lo trovava simpatico e un po’ buffo lo salutò con la mano rimanendo sempre in silenzio.
Il drago  rimase interdetto e quasi offeso chiese:
” Non ti faccio paura,io che sono il terrore dei cieli e della terra intera? Insomma un po’ di rispetto per noi creature della guerra e del terrore!”disse con un gran vocione sputando fiamme e lapilli! In fondo in fondo sapeva che  era tutta una recita, non ci credeva tanto neanche lui. Infatti il bimbo,che nel suo candore e stupore vedeva le cose nella loro vera essenza, continuava a sorridergli.
“Se questa è la paura che incuto,temo che sia meglio andare in pensione!”si disse sconsolato Fuochetto. A questo punto il bambino,vedendo la tristezza nei suoi occhi gli tese la mano e lo accarezzò. Nessuno lo aveva mai fatto!
Ne fu intenerito, sotto la sua spessa corazza aveva anche lui un cuore.
Talvolta un piccolo gesto di affetto e gentilezza fa nascere un fiore nella roccia!
Decise quindi di rinunciare all’inseguimento del Cavaliere Errante e di tornare nella sua grotta in cima alla Montagna Infuocata a giocare a ramino con i draghetti suoi nipotini.

“Ciao”  fagiolino lo salutò  con la mano, sorridendogli ancora.
E fu con un sorriso che il bimbo si risvegliò dal suo lungo viaggio nella fantasia, circondato da girandole di tutti i colori che gli avevano sussurrato questa speciale ninna nanna, nel grande terrazzo inondato di sole.

martedì 31 gennaio 2017

GIOCO DI SQUADRA PER VINCERE INSIEME



In una giornata di sole d’inizio primavera  Fagiolino si trovava sul campo di gioco per il consueto allenamento di calcetto. Gli piaceva moltissimo giocare, quando la palla  rimbalzava sotto il suo tiro si sentiva un vero leone. Ce l’aveva quasi fatta con la sua squadra quell’anno: erano secondi in classifica, un ultimo sforzo, un po’ di fortuna e avrebbero potuto vincere il campionato! Infatti da lì a qualche giorno ci sarebbe stata la sfida con i classificati al primo posto, se avessero conquistato il punteggio migliore sarebbero stati vicini alla bellissima coppa  e al titolo di vincitori! Non potevano perdere.
“Dobbiamo trovare un espediente per essere sicuri della vittoria”  si sentiva sussurrare fra i compagni di gioco. Incominciarono a pensare di fare uno scherzetto agli avversari: avrebbero  cosparso di dentifricio le scarpe, oppure nascosto le magliette. Oppure, oppure, che fare? Vagavano con la fantasia fra il “serio e il faceto” cercando una scorciatoia per raggiungere il loro obiettivo con successo. Anche usando la furbizia invece che la bravura. Ma Fagiolino non era convinto e scuoteva la testa.
“Non è da noi. Concentriamoci, per fare goal” commentava, cercando di convincere gli amici ad abbandonare quello strano proposito.
Molti lo ascoltarono e alla fine decisero di allenarsi con impegno, come sempre. La notte prima dell’incontro in sogno arrivò l’amata Fatina Turchina.
  “ Chi la fa l’aspetti. Ti ricordi questo proverbio? Non è forse meglio vincere con lealtà? Credete in voi stessi e il pallone volerà! Parola di Fatina, vi aiuterò, sarò lì vicino a voi.”
 Il giorno della partita lo stadio era gremito di gente, Fagiolino riconobbe molte persone che conosceva, anche quelle che non vedeva da molto tempo. Erano tutti arrivati per fare il tifo, volevano sostenere lui e la sua squadra con urla di affetto e simpatia.
“ Forzaaaaaa!” quell’entusiasmo gridato era davvero contagioso.

Riuscirono a vincere? Ci provarono con tute le forze, combatterono a lungo con la squadra avversaria, non avevano mai giocato con tanta passione, ma finì in pareggio. Avrebbero dovuto aspettare ancora una partita per sapere se sarebbero riusciti ad ottenere il titolo definitivo , ma dentro il cuore e l’anima si sentivano ormai dei CAMPIONI. E lo erano davvero, lo avevano dimostrato davanti a tutti.
“ Grazie” sussurrò il ragazzino guardando in alto verso l’azzurro mentre i compagni lo applaudivano contenti di avere ascoltato i suoi consigli e fieri del loro risultato.

Arrivederci alla prossima partita, ops puntata!

venerdì 13 gennaio 2017

GATTO GATTO E ANCORA GATTO!

Non dire gatto finchè non ce l’hai nel sacco

C'era una volta un gatto, tutto rosso, birichino  e con l'occhietto un pò da matto.
A  Genova Quarto era nato, proprio nel posto dove il famoso Garibaldi dalla Sicilia era arrivato.Una vecchina l'aveva trovato insieme ai suoi tre fratellini, dei micini piccoli piccoli e carini che avevano trovato casa, pensate un pò, nel cimitero,  un posto così lugubre, triste e nero  che nessuno voleva certo andare a trovare i piccolini
.Poverini!Un bel giorno la pia donnina aveva visto i tre micini fratellini camminare fra le lapidi e poi incominciare a correre rapidi rapidi.
“Ma cosa fanno?” si chiese lei preoccupata . 
E poi: “Ma dove vanno?"li seguì con un certo affanno fino ad arrivare ad un alto cipresso che aveva un buco davvero profondo. Provò a guardare all’interno fino in fondo e vide quindi un altro micetto rosso rosso che miagolava indefesso. Aveva fame il poverino  e la vecchina decise di portargli qualcosa da mangiare. Così proprio non lo poteva lasciare.
Decise anche di dargli un nome: Quarto lo chiamò , certo di  fantasia l’anziana donna in quel caso non brillò.
E così Quarto Gatto , tutto rosso, birichino e con l’occhietto un po’ chiuso e un po’ da matto   divenne presto il suo beniamino,in tutto il cimitero scorazzava e con gli altri micini giocava giocava.
Era anche un po’ zoppetto ma nessuno ci faceva caso, era amato e benvoluto e poi aveva un così bel naso! .
“Vogliamo vivere qui tutti insieme, non andremo mai via, staremo sempre con la nonnina pia” così dicevano fratelli gatti, sornioni e ben pasciuti  e poi ridevano allegri come matti.
“il mondo fuori è pericoloso, non potremmo certo stare così a riposo” ripetevano ancora quasi per convincersi che di andarsene non era l’ora
.
Ma il gattone rosso e birichino era anche molto curioso e non aveva più voglia di starsene a riposo e così un bel giorno quatto quatto uscì dal cimitero silenzioso come un gatto!
Cosa dite voi bambini cosa succederà al nostro amato micione? Cadrà mica in un burrone?

Cari bambini la storia provate a  continuare con  bel finale tutto da gustare!

mercoledì 28 dicembre 2016

PICCOLO CHEF GIOCA AI FORNELLI:BUON CAPODANNO

Oggi una fiaba in cucina in attesa di Capodanno!

Era diverso tempo che Fagiolino si cimentava da piccolo cuoco,o meglio, chef, come si usa dire  oggi. Era  sempre stato un bongustaio, e sin  da quando aveva pochissimi anni  gli piaceva pasticciare in cucina guardando la mamma. Poi questa passione era cresciuta, alimentata anche da quello che vedeva in televisione e da tutti quei bambini suoi coetanei che incominciavano a gareggiare fra di loro a suon di padelle. Sembravano divertirsi un mondo!
“ Giocare con il fornello fa bene al cervello” era diventato ormai il suo motto. Anche perchè mentre cucinava gli piaceva canticchiare le ricette in rima.E così quel giorno avrebbe preparato una cosa semplice, ma gustosa e soprattutto deliziosa. A casa c’era la sua amica Martina, l’amica del cuore e non voleva fare brutta figura, anzi aveva deciso di prenderla per la gola!
Ecco la sua ricetta rap:

Prendi delle fragole
rosse e saporite,
sai quanto da tutti
siano sempre gradite
dopo averle lavate
e asciugate con cura
sciogli della cioccolata
fondente e scura
poi tuffaci le fragole 
a una a una
infilandone su uno spiedino
sottile e carino
mettile  in frigo a raffreddare
e poi non ti resta che
incominciare ad assaggiare
questo dolce fresco e
assai goloso che si
prepara velocemente
ma si gusta lentamente….

Quella sera quando portò in tavolo il grande vassoio colmo di fragole al cioccolato al ritmo  della sua ricetta rap vide gli occhi di Martina  spalancarsi di meraviglia.
“Ohhh” esclamò lei .
Poi lo abbracciò.Non l’aveva mai fatto così con calore. Fagiolino capì che aveva fatto centro. Era diventato il suo eroe, con pochi tocchi di mestolo e cioccolato.

 “Stare al fornello fa bene al cervello”. Il suo motto funzionava davvero bene.
Buon anno nuovo :)

martedì 6 dicembre 2016

RADIO CUORE PER ASCOLTARE NEL SILENZIO


Era una giornata luminosa.  La mamma aveva proposto a Fagiolino una passeggiata nel bosco. Nel loro bosco, il bosco “magico”, come l’avevano chiamato. Lì dove, per la prima volta, la mamma aveva sentito parlare il suo bimbo ancora nella pancia. Era il loro segreto, che custodivano gelosamente. Non era molto lontano della città e l’avevano raggiunto facilmente. Avevano incominciato a camminare immersi nel verde. In silenzio, si tenevano la mano. Intorno pace e profumo di erba. Sembrava di essere in una fiaba, tanto era tutto perfetto, si aspettavano di veder sbucare da un momento all’altro i sette nani di Biancaneve!
Fagiolino ad un certo punto sbottò:”Quanto silenzio! Mi mancano i clacson delle macchine, le risate dei compagni, anche le urla dei cuginetti. Insomma un po’ di rumore!”
La mamma sorrise “ Sediamoci qui” e indicò una grande quercia.
“Ascolta la natura” aggiunse poi.
” Concentrati”
Il bambino seguì il suo consiglio e a poco a poco incominciò a sentire i piccoli rumori del bosco: il brusio delle api, la sinfonia del vento che giocava con gli alberi, gli scoiattoli che saltellavano sui rami.Persino le formiche  mormoravano fra di loro con una vocina sottile sottile; gli sembrava quasi di capire quello che dicevano:
“C’è una grossa briciola laggiù, andiamo a prenderla.”Incitava una simpatica formica.
Un leprotto passò rapido muovendo le lunghe orecchie, dietro di lui una coniglietta paffuta.
“ Sono più veloce di Speedy Gonzales” si vantava saltellando contento.
Ascoltando con attenzione il silenzio si era trasformato in mille voci.
“Parla poco, ascolta assai e giammai tu fallirai”gli cinguettò un uccellino all’orecchio.
Fagiolino era stupefatto. Come aveva fatto a comprenderli? Era forse passata di lì la sua amica Fata Turchina che gli aveva dato una mano?  Aveva imparato una cosa nuova, questo era evidente anche a lui.
La mamma gli era rimasta accanto, seduta sotto l’albero. Con gli occhi chiusi anche lei aveva ascoltato le parole piene di magia che provenivano dal bosco. Il tintinnare delle fragoline, rosse e profumate, che sussurravano all’ombra di un grande cespuglio, lo sbadiglio delle campanule azzurre accarezzate dal vento; la musica della natura la sorprendeva sempre.
.Quando aprì gli occhi vide Fagiolino che la guardava colmo di stupore.
 “Mamma, mamma  sai cosa è successo? "e raccontò quello che aveva sentito.
“ Ti dirò un piccolo segreto” rispose lei “ non si ascolta solamente con le orecchie ma anche con il cuore. E quando ti sintonizzi su questo speciale canale riesci a percepire le cose più vere”.
Ritornarono a casa pieni della musica delle voci del bosco.Fagiolino  incominciò ad ascoltare spesso “radio cuore”, lasciò aperto il canale delle emozioni e imparò a capire anche il miagolio della sua gattina Pallina!
Ma non abbandonò mai l’dea che accanto a sé vegliava una piccola fata dalle mille sfumature azzurre  come il cielo.