venerdì 19 dicembre 2014

LA VERA STORIA DI OMERO, L'OSSO DEL MISTERO

" Luigi,voglio farti un regalo..."
" Un regalo?"
"Sì, una mascotte"
"Ma io sono un adulto, non un bambino"
"E allora? Da ortopedico dimmi :qual'è il tuo osso preferito?"
" L'omero, l'osso della spalla..."
" Bene allora basta spostare un accento e con un pò di fantasia prende vita Omero, l'osso del mistero, un pò poeta un pò investigatore..."

Ecco come  parte la  storia di Omero, l'osso del mistero, da un'idea nata per amore e con amore.
E poi  prendono forma i disegni che danno vita al racconto fantastico in cui i protagonisti sono Ossetti.
"Hai mai avuto un osso per amico ?" Chiedo ad un bambino che mi guarda in silenzio, con occhi curiosi.
"Presto lo avrai", ormai la fantasia è al galoppo.
Christian e  Maurizio trasformano le parole in colori e immagini alla Walt Disney.
E poi si unisce la parte educativa con la rubrica "Salute in spalla" per avvicinare le famiglie ai temi della salute e della prevenzione.Se si interviene sin da piccoli nella cura delle ossa, della postura, si evitano problemi più gravi da grandi.
"Luigi pensaci tu...sei o non sei il medico dell'osso ?"

E poi ancora inizia l'avventura del crowdfunding con l'aiuto di Maurizio ed Anna,per rendere reale l'idea, un modo nuovo di coinvolgere i social network su un progetto educativo e divertente dai risvolti sociali. Roberta e tanti amici ci danno una mano, sono tutti nel nostro cuore.

E poi si realizza il libro, e va ai sostenitori del crowdfunding, viaggia nelle scuole di Napoli come dono per insegnanti e bambini..
"Il libro è bello, portiamo in libreria" dice Piero l'editore.
E arriva anche sugli scaffali in  libreria in una prima edizione in tutta Italia...e poi?
Chissà come continuerà il percorso del piccolo buffo Ossetto Omero, nato per amore...
Amore,Fantasia, Solidarietà e Amicizia continuano ad accompagnarlo.
Grazie ancora a tutti gli amici che ci hanno sostenuto nel progetto.
Buon Natale da Omero, l'osso del mistero..


martedì 16 dicembre 2014

MI CHIAMO ANGELO..UNA STORIA CHE POTREBBE ESSERE LA NOSTRA


“Mi chiamo Angelo,ho spalle forti, braccia muscolose e due gambe d’acciaio. Non è un modo di dire. Le mie gambe sono ormai le ruote della sedia a rotelle che da due anni è diventata la mia amica del cuore, sorella, madre, direi quasi compagna di vita.
Non voglio pietà o commiserazione, sono un tipo orgoglioso, dinamico e continuo ad esserlo. L’incidente in moto che ha segnato il corso della mia vita non ha cambiato o piegato il mio carattere. Anzi , ogni nuova esperienza è  una sfida con me stesso. Ma l’affetto e lo sguardo di simpatia di chi mi sta vicino sono ingredienti fondamentali per aiutarmi ad accettare questa condizione difficile.
Scale, mezzi pubblici, posta , musei, ristoranti, cinema, teatri sono diventati ostacoli quasi insormontabili. Che fatica! E quanta indifferenza condita con  melensa curiosità. Sguardi furtivi che cercano con indelicatezza tracce di sofferenza e disperazione sul mio viso.
“ Anche io ero così….prima? “
Angelo sfogliava nei ricordi antecedenti l’incidente. Non si era mai posto il problema della  malattia, né tantomeno della disabilità. Non era un “indifferente”, semplicemente non aveva mai pensato che sarebbe potuto toccare a lui. Essere autonomi era un diritto imprescindibile, una condizione essenziale della sua esistenza. Così la pensava.
“ E ora?  Quando seppi che non avrei mai più potuto camminare pensai ad uno scherzo crudele. No, non poteva capitare a me, avevo vent’anni, tanti sogni, tante idee da realizzare. Perchè’??????E poi….Mi abbandoneranno? Nuvole fosche di ansia  e timore avevano ormai oscurato il mio sole. Non è stato facile cacciare via le nuvole e ritrovare la luce, il calore, il profumo di piccoli istanti di gioia. No, non mi hanno abbandonato. Almeno non tutti. Le persone che mi amavano veramente mi sono state vicino, con delicatezza, senza ferire il mio orgoglio e la mia sensibilità acuita dal dolore. Non sono state rose e fiori, ma ce l’ho fatta. Ho ripreso ad  ammirare  il colore del cielo, a gustare i sapori,gli odori, l’energia positiva ha incominciato a riempire di nuovo la mia vita. Tutti possiamo farcela.”
Il mio primo incontro con la sedia a rotelle fu devastante. Non potevo credere che avrei passato il resto della mia vita su quella “cosa”. Quando mi avvicinarono tentai di allontanarla da me con la potenza delle mie braccia muscolose. Esplosi in tutta la rabbia che covavo per quell’ingiustizia che  mi era capitata. E poi scoppiai in un interminabile pianto. Lungo, salato ma liberatorio. Capii che se avessi continuato con quell’atteggiamento comprensibile ma distruttivo non sarei andato da nessuna parte. Sembra un gioco di parole ma era la realtà. E allora cercai di amarla quella “cosa”, detestabile ma assai preziosa. Addirittura la feci dipingere di arancio il mio colore preferito, il colore dell’energia e del sole. Certo non passavo inosservato e poi ero visibile anche con il buio….In breve tempo imparai ad usarla e d apprezzarla; ormai quella “cosa” era diventata le mie gambe, la mia possibilità di autonomia. E poi così ero diventato la mascotte del quartiere. Non andavo più di fretta, inscatolato in mille impegni, ogni minuto scandito dal ticchettio del mio orologio interno. Non potevo più farlo. Ma questo, scoprii più tardi quando la marea di tristezza stava lentamente scomparendo dal cuore, era senza dubbio un vantaggio. Anzi un’opportunità. Incominciai a conoscere le persone intorno a me, non solo un saluto e via, ma uno sguardo profondo, un sorriso, un parlarsi per entrare in una reale sintonia. Il giornalaio mi aggiornava di quello che succedeva nel quartiere, con il fruttivendolo parlavamo di coltura biologica, al caffè ero sempre il benvenuto. Piccole sfumature di gioia nella giornata. C’era anche chi ti sbarrava la strada, chi andava di fretta e ti urtava senza neanche chiedere scusa, sgarbi quotidiani a cui  col tempo imparai a non dare peso. E poi scoprii altre persone come me, compagni di viaggio in quel nuovo universo dove eravamo precipitati senza un’apparente ragione. C’era Renato, il ragazzo sordo muto e la ragazza cieca. Cecilia si chiamava. Abitavano vicino a me ma prima dell’incidente non avevo mai saputo della loro esistenza. Incominciammo a darci appuntamento nel bar sottocasa e si creò fra di noi una vera e propria rete di solidarietà e amicizia…..
Con il tempo avevamo esteso la rete di amici  “ diversi” e insieme avevamo coniato una parola d’ordine per il nostro nuovo gruppo : sorriso. Era diventata la nostra bandiera, non potevamo scordarci di sorridere. Era l’antidoto all’amarezza di ogni momento scolorito, dove ti assaliva la tristezza  e la disperazione. Ho imparato a sorridere. Prima lo facevo poco. Lo consideravo una sorta di lusso superfluo. Ma poi ho capito che il sorriso è la porta di comunicazione con l’anima, con la propria e con quelle intorno pronte a sintonizzarsi. E’ contagioso..
Continua..

Ho incominciato a scrivere questo romanzo un anno fa..ora l'ho terminato ed è diventata una storia piena di passione, tenerezza e fatti imprevedibili... 
Angelo è nella mia anima e ora è arrivato il momento di  farlo volare: cosa ne pensate?

mercoledì 3 dicembre 2014

ANCHE NOI IN SCENA:INSIEME PER I BAMBINI AUTISTICI

Ciao mi chiamo Luigi e tu?
Silenzio.
Giochiamo insieme?
Silenzio.
La vuoi una caramella?
Silenzio.
Ma cosa sei un guscio di noce?
Un bambino autistico spesso non ha voce, sta in silenzio, isolato e perso nel suo mondo. Fa tristezza, ma non è una condanna, si può aiutare.

E' questo l'obbiettivo del progetto "Anche noi in scena": il primo laboratorio teatrale per autistici ideato dal centro ricreativo-educatico Il villaggio di zio Pino, di Castellammare di Stabia (NA), un laboratorio teatrale di 8 settimane realizzato con bambini autistici da operatori professionisti ed attori, coinvolgendo come attori e sceneggiatori i bambini.
L’autismo è un disturbo che accomuna milioni di ragazzi e famiglie in tutto il mondo, compromettendo la capacità immaginativa, la comunicazione e l’interazione sociale. E’ un disturbo complesso, poco conosciuto e trattato spesso in modo inadeguato tanto da generare a volte una maggiore chiusura dei bambini. Giocando i bambini si esprimono, imparano e socializzano. Il teatro come linguaggio espressivo consente al bambino di esprimersi in modo completo lavorando sul modo d'esprimersi, sul corpo e sull’integrazione.
Come aiutare il progetto? Partecipando al crowdfunding, cioè ad una colletta sociale per finanziarlo.
Basta fare una piccola donazione on line su: http://www.eppela.com/ita/projects/1639/anche-noi-in-scena entro fine dicembre.
Un bel regalo per Natale, in punta di piedi e con amore sotto l'albero dei bambini autistici puoi esserci anche tu.

lunedì 1 dicembre 2014

I Bambini di Scampia

Vele che urlano al cielo storie di disperazione,bambini che ti guardano con un sorriso pieno di entusiasmo e  stupore. Voglia di scappare, rabbia che esplode e frantuma le coscienze, voglia di rimanere, di crescere, di crederci ancora e trasformare quel dolore pungente in un germoglio di pace.
I due volti di Scampia che grazie alla iniziativa  di ICWA, l'Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi di cui faccio parte, abbiamo avuto la possibilità di guardare.
I bambini e i ragazzi che abbiamo incontrato nelle scuole e al Centro Hurtado avevano una luce che brillava  negli occhi. Una luce che esprimeva il desiderio  di conoscere, di imparare, di leggere, di creare, ma sopratutto di affermare con orgoglio " Noi siamo di Scampia e ci crerimm". Ci crediamo e sconfiggiamo l'anatema che ci ha colpiti. Come? L'antidoto c'è.  Abracadabra... eccolo qua. Una manciata di forza per sviluppare l'energia e l'autostima e poi aggiungiamo una zolletta di speranza, pensare positivo fa bene, e un pizzico di fantasia che colora la giornata e tutti i mali porta via.
 E noi vogliamo raccontare questo di Scampia, con  un lungo filo di note che rimbalza per l'Italia e raccoglie la musica dei racconti dei bambini....

Grazie ai Presidi e agli insegnanti delle scuole Virgilio4, E. Montale,S.Pertini, E.Morante, al Centro Hurtado, ai genitori.Grazie al Comune di Napoli, al Colonnello Tirino, a  Tiziana, Manuela, Roberto, alle due Anna, Barbara, Daniela, Marco, Michele,Claudia,Giuliana, a tutti gli autori,  e a tutti i sostenitori di "Scampia storytelling". E un grazie speciale ai bambini  per averci raccontato, con quella luce negli occhi, la vostra storia.Torneremo.

mercoledì 22 ottobre 2014

UN PETALO DAL PROFUMO DI SOGNO PER COLORARE LA REALTA'

" Ero seduta in un prato circondata da tante bolle colorate. Soffici,festose, mi accarezzavano i capelli, la pelle, sembravano avvolgermi, alcune volte addirittura mi solleticavano con delicatezza. Altre volte mi premevano con insistenza, sembravano volermi urtare. Guardando meglio,  dentro le bolle c’erano delle faccie, degli occhi, dei posti, frammenti del passato. 
 Non si fermarono per molto, dopo pochi minuti incominciarono a volare via, scomparivano senza lasciare traccia. A quel punto ho percepito una sensazione strana, era come se una parte della mia vita si fosse volatilizzata.  Mi sono svegliata di colpo durante la notte. Mi sentivo senza forze, svuotata. Non so perché ma mi sei venuta in mente. Mi era sembrato di vedere il tuo viso imprigionato in una bolla, una grande bolla  che diventava sempre più piccola lassù nell’infinito"...
Questo sogno mi è stato raccontato da una amica pittrice, lei si ispira ai suoi sogni per creare i dipinti. Forme e colori prendono vita nel suo subconscio per poi esplodere sulla tela.Questo accade anche agli scrittori e perfino i musicisti spesso sognano la musica in una sinfonia di note che riempiono la notte e il sonno...

E se lasciassimo aperto il cancello del giardino nostro inconscio?
Chissà quanti fiori potrebbero nascere per colorare la nostra vita...
Forse scopriremmo lati nascosti e profumati nella nostra realtà.
Ci proviamo?

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giovedì 2 ottobre 2014

IL DESERTO E' COME IL MARE:INFINITO E CARICO DI SOGNI


Cosa ci canta oggi il cantastorie? Siete mai stati nel deserto? E' un'esperienza unica per il cuore e l'anima...Ascoltiamolo insieme:

"Il deserto è come il mare, infinito e silenzioso.Cambia colore e forma,oro rosa al mattino, per poi sfumare nei toni dell'ocra e del rosso al tramonto. La notte poi è nero, scuro come la pece, ogni rumore è attutito, svuotato dal suono, si sente solo l'eco del vento che riempie ogni spazio, inizia in tono sommesso, poi a poco a poco diventa un uro forte, cupo carico di umori.Le dune si muovono al pari delle onde, la sabbia finissima scivola addosso come acqua, questa distesa immensa mette in contatto diretto con la propria anima, con le emozioni più nascoste e profonde, non si può più sfuggire allo specchio di noi stessi, al groviglio di pensieri che spesso è sommerso in un pozzo senza fine, ma che appare poi all'improvviso....

Se si ascolta di notte la voce del vento si riesce a percepire la magia di mondi lontani che si aprono, che si svelano attraverso il soffio tumultuoso e si rivelano i sentimenti più intimi, le emozioni più celate che sono comuni e universali..

L'atmosfera rovente del deserto non crea soltanto miraggi per viandanti sprovveduti ma alimenta i nostri sogni.Il silenzio e il senso d'infinito che ci circondano fanno lievitare la fantasia, l'intuizione e quel filo invisibile di aspirazioni mai ascoltate, di desideri inespressi che spesso ci avvolgono senza trovare una via d'uscita e così facendo spengono l'entusiasmo e la vitalità creativa che sono il vero carburante della nostra esistenza...."

Vi siete mai sentiti così? nel silenzio ascoltate i vostri sogni?
Per riflettere un pò....

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SOLA E SENZA MEMORIA IN UN CAMPO DI GIRASOLI

lunedì 22 settembre 2014

SOLA E SENZA MEMORIA IN UN CAMPO DI GIRASOLI

Letizia si svegliò sudata e nel suo letto, come sempre.Svuotata e stanca.
“ Ancora quel maledetto sogno” pensò
“ Arriva puntualmente e ogni volta mi lascia svuotata”  
Sola in un campo immenso di girasoli. Il sogno movimentava spesso le sue notti ed era così intenso che le sembrava di vivere realmente quella situazione surreale. Ogni volta uguale, stesse scene, stessi colori. E ogni volta le riproponeva con forza una domanda.
Si può immaginare il futuro senza evocare il proprio passato? E’ come scrivere una sinfonia senza conoscere le note o dipingere un quadro senza occhiali per un miope, il tono e’ impreciso, i contorni sfocati. Letizia, non riusciva a proiettarsi in avanti senza conoscere tutti i mattoni con cui era stata costruita la sua storia personale. C’era una zona della sua vita, degli ultimi anni che non ricordava assolutamente. Come fosse bloccata da un muro alto e opaco. Provava spesso a valicarlo. Ma fino ad ora non ci era riuscita. Aveva solo collezionato immagini scollegate, dai colori lievi, emozioni prive del profumo intenso di esperienze realmente vissute. Aveva compreso, sulla propria pelle, l’importanza delle sue radici, del susseguirsi degli eventi che l’avevano fatta crescere, soffrire, amare. Sentiva intensamente il bisogno di ricomporre i tasselli del suo mondo di ieri. Quel sogno ricorrente era probabilmente un segnale di questa sua ricerca frustrante. Durante quei sonni agitati si sentiva prigioniera di un interminabile presente.  Le pareva che la sua vita fosse racchiusa in quell’infinito campo di girasoli..Un incubo, provava la inquietante sensazione di veleggiare  all’interno di una nebulosa in solitudine e  senza una direzione...
Un racconto di fantasia? No è la testimonianza di un 'anziana signora che incominciava ad ammalarsi di una malattia devastante per lei e i suoi familiari.Un mostro che cresceva lentamente ma inesorabilmente dentro di lei ingoiandosi la sua anima.
Un mostro chiamato Alzehimer.
Letizia mi disse che priva di una parte del  passato si sentiva mutilata  della sua essenza interiore. Era come una conchiglia che conservava solamente il suo guscio, senza il contenuto,  riempita di una sabbia polverosa, inodore e insapore. Si sentiva impotente, bloccata in un labirinto di cui non trovava l’uscita..ma continuava a sorridere e a creare piccoli fiori di carta che regalava agli amici.
Una storia triste questa ma dal profumo delicato e intenso delle rose che Letizia, gentile signora d'altri tempi non voleva smettere di creare per continuare a vivere  e a sperare...

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IL MARE CANTA PER GLI INNAMORATI

martedì 16 settembre 2014

UN PETALO DI MAGIA:NAPOLI PER GABO

Mi ha sempre affascinato Gabriel Garcia Marquez, per quelle note di fantastico e di magia nei suoi romanzi che fanno risuonare le anime dei lettori sintonizzate  con la musica delle sue parole.

Questo tessuto di emozioni e di colori la si ritrova anche nella letteratura per l’infanzia: il bambino si alimenta proprio di magia e fantasia per incominciare a volare sul tappeto dell’ immaginazione e a sognare.

Purtroppo si sogna sempre di meno, è solo un’illusione, si dice, e non si può vivere di illusioni. Ma il sogno è anche speranza ed energia positiva che si può trasformare in azione e quindi modificare una realtà di buio in un futuro di luce.

A mio avviso Marquez ci insegna questo nei suoi bellissimi libri, a non smettere di sognare, mai.

E l’Arte, nelle sue varie espressioni non è forse un sogno realizzato? E’ un pensiero, un’illuminazione, un’intuizione che prende forma e si realizza come per magia…

Da qui nasce l’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Tempo Libero che si apre Al Palazzo delle Arti di Napoli dal 17 al 24 settembre con il patrocinio del Comune.


Napoli per Gabo: arte, musica e parole per un grande rito collettivo dedicato a Gabriel Garcia Marquez. 

Un viaggio nei suoi romanzi  attraverso la lettura e l’interpretazione pittorica a cura di artisti partenopei. Per   continuare a respirare il profumo di cacao e cannella dell’anima sudamericana e a danzare al ritmo della sua poesia.

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lunedì 8 settembre 2014

IL MARE CANTA PER GLI INNAMORATI



L'amore è come un fiore che  vuole aria, pioggia  e luce, non si può metterlo in serra. Così viene nutrito si, ma se ne  soffoca il profumo.
Lisa amava i fiori e ogni volta che stava in un prato, con le onde di corolle che ondeggiavano alla brezza, pensava all'amore. Lei, aveva solo sedici anni, pensava spesso al ragazzo ideale, si perdeva nel colore dei suoi sogni, ma ancora non aveva provato questa emozione. Era una romantica, fuori tempo.Le sue amiche la prendevano in giro..
"Cresci,prova, sperimenta, ci sono tanti ragazzi, aspetti ancora il principe azzurro?Sei antica". La deridevano. Ma lei rimaneva  ancorata alla sua idea fiabesca,leggeva aspettava, sperava. Così passarono gli anni....

Si ricordava delle parole di sua madre quando da bambina si accoccolava fra le sue braccia, al tramonto e ascoltava le  parole che scivolavano lievi nella quiete della stanza
“ Amare amare” diceva sua madre con gli occhi luminosi, “   E’come un tuffo in acque aromatiche e profonde, alla scoperta di nuove possibilità di vita. Sai, Lisa il mare canta
 per gli innamorati.... E questa  musica  unisce i cuori di chi è disposto a sentirla ,di chi si lascia attrarre da questo incanto, dal suono  magico delle acque infinite..E così, ascoltando  il ritmo dei flutti, due cuori   possono  incontrarsi ed entrare in sintonia sempre di più, e  palpitare insieme, amarsi e ad ascoltare uniti le bellissime canzoni mormorate dalle onde, trasportate dalla  brezza marina......
Lei aspettava l'uomo dal mare...

Che finale dareste a questa storia? Lisa troverà il suo vero amore? E in caso affermativo, i due innamorati avrebbero scelto di mantenere il loro rapporto unico e privilegiato?La stabilità affettiva è un dono o esprime la volontà di sciogliere insieme i nodi che spesso ingarbugliano un rapporto d'amore? Ognuno ha dentro di sè la sua risposta .......


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mercoledì 27 agosto 2014

UN PETALO ROSSO CREMISI DA REGINA

Un racconto breve, un petalo di storia che raccoglie uno stato d'animo in ebollizione. Che ne dite? Vi siete mai sentite cosi? E perchè?
Ecco il racconto:
"Stava camminando nel deserto vestita come se dovesse assistere ad una prima teatrale, indossava un vestito di seta cremisi longuette, senza maniche, scarpe alte in tinta, orecchini pendenti ed un profumo morbido, avvolgente. Camminava come una regina, a testa alta, seguendo un immaginario tappeto rosso che si srotolava al suo passaggio. Sembrava tutto vero, tangibile. Ma questa non era la realtà. Non capiva, l’avrebbe mai veramente compreso? che stava vivendo in un miraggio. Continuava quindi a procedere imperterrita rivolgendo lo sguardo intorno, sorridendo a persone immaginarie, salutando con la mano le comparse di quel suo sogno così vivido, ascoltando parole silenziose e mai pronunciate che rimbombavano tuttavia nel cuore…..
Perla si svegliò di soprassalto, sudata e tremante. Bianca e luminosa come il gioiello  di cui portava il nome, era una giovane donna di trent’anni. Sognatrice, fantasiosa, impulsiva, dolce, forse ancora acerba nei sentimenti. Si svegliò con una rabbia sorda,  travolgente. Non l’aveva mai provata prima di allora, mai aveva sentito quel groviglio di sensazioni brucianti, quella voglia di scagliarsi contro il mondo, quella forza trascinante che poteva distruggere senza pietà, senza ragione. Si spaventò moltissimo, aveva sempre vissuto emozioni più lievi, dalle tinte pastello. Quella visceralità emotiva le era estranea, incomprensibile.Cosa le stava succedendo? Cosa nascondeva il suo cuore ? Perché non riusciva a frenare quelle ondate di aggressività ruggenti che emergevano all’improvviso come un torrente in piena? Era stato forse il sogno apparentemente innocuo, seppur assurdo, a scatenare quella collera? Si alzò dal letto con un senso di oppressione. Era come se una mano gigantesca e invisibile le facesse pressione intorno alla gola, sottraendole l’aria, scivolando sempre più all’interno, comprimendole gli organi vitali. La rabbia si era tramutata in un malessere fisico che la lasciava senza forze, svuotata. Si vestì con difficoltà, con uno sforzo immenso......."

martedì 22 luglio 2014

UNA GOCCIA MAGICA DAL MARE PER IMPARARE A SCEGLIERE

Ho visto una goccia d’azzurro del cielo scivolare leggera da lassù,cadendo nelle mie mani che l’aspettavano pronte.Mi sembrava quasi che stesse sorridendo.Ma come può una goccia  sorridere?
E perché?Forse già sapeva cosa sarebbe successo.Dopo averla raccolta l’avevo infatti messa dentro ad una tazzina da caffè. E ogni tanto la guardavo.Era di un’azzurro intenso.Ad un certo punto provai a toccarla.E ohibò anche il mio dito diventò tutto azzurro. E non solo il dito ma anche tutto il mio corpo si stava colorando! Temevo di diventare la fata Turchina,ma c’era un problema.Non avevo la bacchetta magica!O forse ce l’avevo?
Provai a toccare un oggetto vicino a me:diventò azzurro anche quello.Insomma ero diventata una specie di Re Mida del colore ma la cosa mi spaventava un po’.Decisi però di cogliere l’occasione per rinnovare l’arredamento di casa.Bastò un mio tocco per trasformare lenzuola e asciugamani .E poi anche il mio guardaroba diventò color dei fiordalisi.Ma la cosa veramente fantastica fu che improvvisamente mi ritrovai in un mondo dove tutto,ma proprio tutto era azzurro.E ancora più  velocemente mi ritrovai immersa in una distesa di acque turchine.
Incominciai allora a  nuotare,a nuotare in un mondo trasparente senza confini.Non sapevo proprio se era un sogno o la realtà ma mi piaceva molto sentire l’acqua scivolare intorno a me e percepire la fluidità di questi attimi senza tempo.Mi sembrava di vivere in una bolla morbida e leggera. Senza peso e senza pesi .Sospesa nell’azzurro. Sembrava una rinascita.
E forse lo era.Era la mia rinascita.Stavo vivendo l’inizio di una nuova vita e non lo sapevo ancora.

Chiusi gli occhi e mi lasciai trascinare dalla corrente.Dolce e lieve.Salata e frizzante in altri momenti.Non fu un’imposizione o una rinuncia a lottare.Fu una consapevole scelta.La scelta di vivere nella mia corrente,quella che porta a conoscersi veramente.E ad amare la vita,ad assaporare i colori ,ad ascoltare le emozioni,a lasciarsi vivere……….Scegliere è importante,bisogna imparare a scegliere.Per trovare il proprio mare,la propria corrente,quella che ci trasporta con facilità.

Possiamo scegliere di sognare e di provare a realizzare i nostri sogni, con impegno, entusiasmo....Proviamo a raccogliere anche noi una goccia dal cielo.....

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giovedì 17 luglio 2014

LE REGOLE PER ESSERE AMICI: UN PETALO DI VALERIA


Una ragazzina dagli occhi scuri e dolci mi ha regalato un pezzo della sua anima.
 Valeria si chiama. Ha dodici anni ma una profondità ben maggiore della  sua età anagrafica.
"Scrivere è la mia passione, mi ha confidato, questo è per te" e mi ha consegnato un plico con le sue poesie, i suoi racconti. Dentro c'è lei, la sua gentilezza e sensibilità. Fra tanti  pensieri che scorrono lievi, ho scelto questo:

Le regole per essere amici:

Non allontanarti dagli altri
non aver paura di tutti
non fare finta di non sentire
non renderti antipatico
non chiedere se dopo non dai
non sfruttare le persone
non fraintendere i pensieri e le azioni
Immagina di trovarti ad un bivio e tu sei sperduto, cerchi aiuto, ma non trovi nessuno, solo il silenzio.
Ad un tratto ti ritrovi in compagnia di un mostro, che non vuole essere quello che è, che non è consapevole di dove si trova....
Vorresti scappare dalla trappola in cui sei capitato, ma non puoi...sei intrappolato all'interno di te stesso.
Piangi e ripensi a ciò che hai fatto.
 Ecco, forse ho capito proprio adesso mentre sto scrivendo perchè ci sono tante persone che piangono.Non sono persone fragili, bensì combattive, che guardano in faccia la vita e non hanno paura del nuovo...
Ora non ti rimane che pensare e riflettere e guardare una volta per tutte con i piedi ben saldi per terra e amare la gente per quello che è perchè basta una parola o un gesto per ricucire le ferite inferte..

Mica male per una ragazza di dodici anni, vero?
Grazie Valeria per il colore e le emozioni che ci doni....e voi cosa ne pensate?

giovedì 3 luglio 2014

AVETE MAI AVUTO UN OSSO PER AMICO? ECCO IL PROGETTO OMERO E I NUOVI APPUNTAMENTI NELLE SCUOLE.

La creativià e le idee possono diventare parte di progetti sociali e di condivisione di emozioni, 
uscendo dal confine dell'opera,del quadro, del libro, della musica. Possono viaggiare nei social, diventare il colore vivace nell'arcobaleno della rete, e creare un filo sottile con la gente.

Possono diventare start up, persino. Questo è la filosofia di base che ha guidato il progetto di “Omero, l’osso del mistero”, che si sviluppa attraverso il crowdfunding come primo step realizzativo..
E’ un progetto articolato che prevede un libro illustrato per bambini a partire dagli otto anni, un ebook interattivo e degli incontri formativi attraverso  punti lettura dedicati in scuole, biblioteche , reparti ospedalieri, associazioni per l’infanzia.
Lo scopo? Prendersi cura delle ossa sin dall’infanzia per uno sviluppo armonico della crescita per evitare di stare male da grandi e sfatare  molti malintesi che circolano sull’argomento.
Perchè parlare delle ossa solo quando ci fanno male e non creare invece un atteggiamento di rispetto e cura sin da piccoli?
Dalla riflessione  del Dott. Luigi Grosso, Responsabile della Chirurgia della Spalla dell’Ospedale San Gennaro di Napoli, è nato il seme che ha portato a definire la progettualità attraverso la narrazione della scrittrice per l’infanzia  e comunicatrice Chiara Patarino, l’illustrazione di Moai Studio e una sua sezione dedicata alla famiglia con consigli semplici e pratici sulla salute delle ossa

Il linguaggio della fiaba costituisce il percorso narrativo che apre le frontiere  all’immaginario dei bambini con un messaggio universale che crea conoscenza ed empatia, che può educare divertendo.

“Un osso per amico “, per traghettare i bambini in questo mondo a loro sconosciuto e per incominciare a sviluppare una vera e propria relazione anche se  fantastica fra i piccini  e i personaggi del libro.

Il progetto è stato presentato il 30 giugno al reparto di Pediatria dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie a Pozzuoli alla presenza di medici, insegnanti, associazioni di volontariato, bambini, mamme. I bimbi presenti , un po’ di tutte le età,  hanno conosciuto Omero, gli amici Ossetti  e il fantastico mondo di Ossicelli attraverso il gioco e il disegno. Hanno ascoltato la narrazione in rima, scherzato,  si sono aperti al sorriso nei confronti di un argomento in cui ci si confronta spesso solo con il dolore.

Si percorre una nuova via anche nella comunicazione scientifica, quella del sorriso e della partecipazione, a cui forse non eravamo più abituati. Ma si crea veramente una sorta di magia che unisce. Piano piano. Con la lentezza che porta alla consapevolezza .

Il progetto è  stato presente sulla piattaforma francese di Kiss Kiss Bank Bank e fino al 12 luglio ed è stato realizzato grazie al crowdfunding
 Da dicembre il libro è anche in libreria e sui portali on line con Grauseditore.

E incominciano gli appuntamenti: il 7 marzo a Genova, il 14 marzo a Napoli e poi ad aprile a Roma in libreria. E grazie all'Assessorato dell'Istruzione del  Comune di Napoli  fra marzo e aprile ci saranno degli incontri con i bambini e i genitori nelle scuole napoletane di Pianura, del rione Sanità scuole di frontiera, dove c'è più bisogno di informazione su questi temi

Ci crediamo fino all'osso!!!!!!!E tu?

OMERO L'OSSO DEL MISTERO SU YOU TUBE





UNA RICETTA ESTIVA CON GIGINZUCCHINA

Eccoci oggi con una ricetta semplice e gustosa, deliziosa per l'estate da preparare insieme ai propri bambini.
Giocando insieme si cucina meglio! L'ha realizzata per noi lo chef Federico Aureli:

Trita trita lo scalogno
così gustoso che sembra un sogno
poi fallo stufare in padella
quella che piace tanto a Nugabella
aggiungi un filo di olio Evo e un
cucchiaio di brodo e poi cuoci
a fuoco lento
canta pure io ti sento!
Quando poi è trasparente aggiungi le zucchine
che avrai prima tagliato a fettine
e quattro foglie di basilico tritato
verde verde e profumato.
Quando tutto sarà cotto e morbidino
passalo con il miniper o il frullino
fino a che non sia diventato
come una crema
o un frullato.

Versa poi in un piatto e fai una cosa divertente
con la crema di zucchine fai dei disegni tondi e in tondo
e poi con il tuo bimbo gioca a girotondo
Infine scola i fusilli lungi e tanto attorcigliati
che in un recipiente verranno appoggiati
e poi mescola la crema di burrata con i fusilli,
un filo d'olio , il basilico e la crema di zucchine
per un piatto delizioso e nutriente
pieno di prezioso verdurine
che piace
tanto a bambini e a bambine!

Buon appetito!

Ingredienti:
320 g fusilli lunghi
2 zucchine
250 gr burrata
8 foglie di basilico
1 scalogno
1 litro di brodo vegetale
Olio
Sale
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Immagine da: Giginzucchina e i cavoli a merenda-Carthusia Editore- Collana Gusto in tasca

UN PETALO GUSTOSO:CREMA DI ZUCCA CON CIPOLLE DI TROPEA



martedì 24 giugno 2014

UN PETALO AUSTRALIANO CON BRUNETTO L'ORSETTO

 Una fiaba estiva, care mamme per i vostri bambini....e con finale a sorpresa!Eccola:

C’era una volta Brunetto,un orsetto molto simpatico,tondino e golosetto.Un giorno,durante uno dei suoi soliti piacevoli sonnellini all’ombra di un grande platano,Brunetto  venne colpito in piena fronte da uno strano oggetto,identificato poi come il cosiddetto “boomerang” australiano.
 “ Oibò,cosa succede,cos’è questa cosa?” si chiese costernato e un po’ dolorante l’orsetto.
Ma mentre raccoglieva lo strano e pesante arnese che sembrava una  x a metà,arrivò con la velocità del fulmine mamma canguro con il suo cangurino nel marsupio.
 “Hoimemì,hoimemì,cosa facciamo adesso?Te l’avevo detto Ughetto di non giocare con il boomerang”- esclamò mamma canguro rivolta al suo piccolo “non si sa mai cosa può accadere ! Non è come quando tiri un sasso e poi  nascondi la mano,nessuno ti vede e puoi far finta di niente,quando lo lanci prima o poi ritorna sempre indietro, e devi stare ben attento quando lo ricevi  perchè  l’atterraggio può non essere sempre dei migliori……Succede un pò così anche nella vita,attenzione Ughetto a quel che tiri e come tiri!”
 “Boomerang,sassi…io non ci capisco più niente” affermò sconsolato Brunetto che intanto incominciava a sentirsi crescere un bel bernoccolino sulla testa .
 “ Mi scusi di quanto è successo signor orsetto; mi presento sono mamma canguro e questo è Ughetto il mio figlioletto un po’ distratto che ha tirato malamente il boomerang.Veniamo dall’Australia, la grande terra selvaggia e piena di misteri e di ricchezze. Siamo qui in vacanza con la famiglia,volevamo  conoscere  l’altra parte del mondo; ma il nostro viaggio è quasi concluso,fra qualche giorno torniamo a casa”
 “Posso venire con voi?” –chiese allora l’orsetto che aveva un animo curioso e un po’ avventuriero ed era un pò stanco della vita di sempre.
“Sarai il benvenuto e forse potrai scusarci per quel boomerang che ti è arrivato in testa!” rispose mamma canguro.
“Chissà forse era scritto nel mio destino che avrei fatto questo viaggio,non tutti i mali vengono per nuocere!”concluse Brunetto con una certa saggezza.
 Qualche giorno dopo si imbarcò sulla nave con la famiglia dei canguri e dopo un mese di navigazione finalmente arrivò in Australia.  Era una terra veramente da favola!
Lì conobbe i cugini koala,che sembravano piccoli orsi con il naso ricurvo,e poi i temibili coccodrilli,i canguri ballerini e degli strani uomini con il naso schiacciato e la pelle piena di strani disegni, che cacciavano gli animali colpendoli proprio con il boomerang,e ballavano la sera alla luce della luna.Erano gli aborigeni,i primi abitanti dell’Australia!

Per un po’ fece compagnia ai suoi nuovi  simpatici amici, poi decise di andare all’avventura da solo.Aveva sentito parlare di una montagna che tutti cercavano, piena di oro e di diamanti,ma fino ad allora nessuno era riuscito a scoprirla.
“Che sia solamente una leggenda per turisti?” si chiedeva spesso fra sé e sé l’orsetto,che tuttavia essendo ostinato e deciso continuava a cercarla senza sosta.
Finchè un giorno si posò vicino a lui una  grande e bellissima farfalla dalle ali color dell’oro,e Brunetto,che da sempre amava rincorrere  le farfalle,la seguì.Percorse intere vallate,attraversò torrenti e fiumi attirato dalla magica farfalla finchè arrivò ad un lago anch’esso tutto dorato,dove volavano migliaia di bellissime farfalle gialle!
 L’orsetto allora,un po’ stanco e molto accaldato,si tuffò nelle acque fresche e invitanti.Fu lì che si accorse di uno strano bagliore che proveniva da una piccola grotta sul fondo.       
Incuriosito vi entrò e la percorse tutta arrivando ad una piccola spiaggia ai piedi di una montagna tutta d’oro e di diamanti.
L’aveva trovata!
“Ecco perché nessuno l’aveva ancora vista”-pensò fra sé Brunetto” era sommersa nell’acqua profondissima del lago!”
 Risalì in superficie e,orsetto ingegnoso!,si  costruì un piccolo scalpello per poter scavare nella roccia e raccogliere il metallo prezioso.
 Dopo numerose immersioni aveva raccolto un bel mucchietto d’oro e diamanti.Ormai era ricco!
Ora basta,non essere troppo goloso”-sentì mormorare le farfalle,che erano le custodi della montagna incantata “sei stato fortunato,non chiedere di più alla stella che ti protegge e soprattutto non svelare mai questo segreto!”
 Brunetto capì che era meglio non insistere e tutto contento ripartì con il suo pesante e prezioso bottino……….
 Come finì la sua avventura?

Brunetto,con il ricavato dell’oro e diamanti,aprì un villaggio turistico per ricchi orsetti in una nota stazione balneare australiana e visse in vacanza per tutta la sua vita!

Brunetto,ormai ricco e senza pensieri,incontrò una dolce Koala dagli occhi a mandorla,fecero tanti piccolini in una grande fattoria piena di canguri,e vissero per sempre felici e contenti!

Brunetto,ormai ricco,ritornò nella sua terra dove aprì una catena di ristoranti famosi per i dolci al miele a forma di boomerang !!!


Scegli tu il finale che preferisci!!"

mercoledì 18 giugno 2014

UNA GIRANDOLA ROSSA PER UNA GIORNATA DI LUCE

Una fiaba per allontanare i mostri del nostro animo...quando abbiamo paura di qualche cosa pensiamo a Matteo e alla sua girandola... 
Leggiamo insieme:
“Come gira la girandola,come  gira la girandola” pensava tra sé e sé Matteo un bel bimbo dai capelli castano ramati;e dico  pensava perché Matteo non parlava ancora, aveva solo sei mesi!Ma pensava,pensava e rideva come rideva!
Rideva al sorriso della mamma,al sole al mattino,al vento che faceva girare i grossi petali colorati della girandola.Questa aveva un fascino particolare per Matteo:la guardava per ore quasi ipnotizzato.   
La mamma aveva allora riempito di girandole il grande terrazzo pieno di sole affacciato sul mare e il bambino amava osservare il turbinio dei loro colori che si fondeva con l’azzurro del cielo e delle onde…. 
Finchè un giorno gli sembrò di girare anche lui al vento, tutto il suo mondo diventò un arcobaleno di luce e per incanto si trovò trasportato fin su nelle nuvole ,aggrappato ad una enorme girandola rossa. 
“Ma come mai mi trovo quassù?” si chiedeva meravigliato…
Mentre voleggiava attraversando  mari e monti con le rondini e i gabbiani che gli facevano l’occhiolino e lo accompagnavano nel suo volo fatato,improvvisamente vide in lontananza un draghetto rosso che sputava fuoco e fiamme! 
“Bimbo,bimbo,hai visto passare il mio nemico mortale il Cavaliere Errante?”chiese il Draghetto,che si chiamava Fuochetto..
E Matteo che capiva ma non sapeva ancora parlare,prima lo guardò meravigliato,e poi gli fece un magnifico sorriso.
 “Hei bimbo,dico a te hai visto passare un grande cavaliere con il mantello nero e gli stivali più veloci del mondo?”insistette Fuochetto.
Questa volta Matteo,che lo trovava simpatico e un po’ buffo gli mandò un bacino e gli fece ciao,ciao con la manina.  
 Il Draghetto questa volta rimase un pò interdetto e quasi offeso chiese”Non ti faccio paura,io,che sono il terrore dei cieli e della terra intera?Insomma un po’ di rispetto per noi creature della guerra e del terrore!”disse con un gran vocione sputando fiamme e lapilli!…Ma in fondo in fondo sapeva che  era tutta una recita,non ci credeva tanto neanche lui.Infatti il bimbo,che nel suo candore e stupore,vedeva le cose nella loro vera essenza,continuava a sorridergli.
 “Se questa è la paura che incuto,temo che sia meglio andare in pensione!”si disse sconsolato il Draghetto.E a questo punto il bambino,vedendo la tristezza nei suoi occhi gli tese la mano e lo accarezzò.Nessuno lo aveva mai fatto!
Ovviamente ne fu intenerito,sotto la sua spessa corazza aveva anche lui un cuore!
Talvolta un piccolo gesto di affetto e gentilezza fa nascere un fiore nella roccia!
Decise quindi di rinunciare all’inseguimento del Cavaliere Errante e di tornare nella sua grotta in cima alla Montagna Infuocata a giocare a ramino con i draghetti suoi nipotini.
“Ciao,ciao”lo salutò  con la manina Matteo sorridendogli ancora……….
E fu con un sorriso che il bimbo si risvegliò dal suo lungo viaggio nella fantasia,circondato da girandole di tutti i colori che gli avevano sussurrato questa speciale ninna nanna,nel grande terrazzo innondato di sole.

Ciao Matteo,al prossimo sogno in compagnia della girandola rossa!"

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mercoledì 11 giugno 2014

GIARDINI SOGNI E MAGIA

Ecco una fiaba scritta per un'associazione di Pisa che scopriva le meraviglie dei giardini privati pisani...Buona lettura...
Era una sera d’inizio estate che sembrava quasi avvolgere con il suo calore l’intera città di Pisa,come un mantello invisibile. La luce dorata del tramonto scivolava lieve dall’alto di una antica torre di pietra e s’infilava un po’ birichina a illuminare con gli ultimi raggi un giardino profumato e segreto.Al suo interno,pieno di limoni, aranci e mimose si sentivano però delle voci che discutevano molto vivacemente.
 Eh,no,no questa volta non entreranno,non glielo permetteremo!”così diceva Martinello,lo spiritello-guardiano del quartiere San Martino.Mentre parlava  con foga i suoi verdi  baffoni si agitavano e gli occhietti vispi sembravano lanciare fulmini e saette!Era veramente arrabbiato.
“Calmati, calmati,non prendertela così,troveremo una soluzione”rispondevano gli altri cugini, spiritelli  dei giardini pisani,intorno a lui…
Ma cosa stava succedendo di così grave in quel piccolo angolo di paradiso? Negli ultimi anni i giardini più nascosti  della città erano stati  aperti a grandi e bambini e una folla colorata e un po’esuberante  aveva invaso quegli spazi freschi e profumati rimasti sconosciuti per molto tempo.Questo però aveva turbato la quiete degli spiritelli dei giardini,strani  tesserini piccoli piccoli e verdi  verdi, che li custodivano come fossero dei tesori preziosi.E questa volta avevano deciso di non fare entrare nessuno.Erano gelosi della loro pace e delle bellezze che avevano il compito di proteggere.
“Faremo lo sciopero di orti e giardini”continuò Martinello “Non entreranno,non ci invaderanno!”
Detto fatto!.Non appena i visitatori provarono e mettere piede nel primo bellissimo giardino le siepi si chiusero diventando un unico rovo appuntito, i fiori lanciarono piccoli proiettili di polline che fecero starnutire ogni persona e una miriade di apine dorate incominciarono a punzecchiare chiunque si avvicinava.   Persino i  gabbiani dell’Arno arrivarono in picchiata per spaventare i poveri visitatori.Insomma stava succedendo veramente il finimondo!!
Fu a questo punto che,come spesso succede nelle favole,arrivò in aiuto Vaniglina,la fatina delle cose dolci.”Uhm,come sempre devo intervenire  per calmare gli animi un po’ agitati”pensò guardandosi intorno.Per prima cosa bloccò il tempo con un tocco di bacchetta magica.Ogni cosa si fermò,niente si muoveva più.”E ora basterà che ognuno mangi un magico “confetto tenerezza”per tornare alla serenità”aggiunse agitando di nuovo la bacchetta fatata.Ed ecco arrivare dal cielo tanti bei confettini colorati che incominciarono a saltellare dappertutto infilandosi nelle bocche dei presenti,spiritelli compresi.E magia delle magie,il sorriso e l’allegria ritornarono all’improvviso.
Le siepi si riaprirono e grandi e bambini poterono finalmente entrare nel giardino incantato accolti dal profumo dei fiori e dal ronzio delle apine,ormai pacifiche.Tutto era tornato alla tranquillità.
“Fatina,fatina,non andare via.Quando ti rivedrò?”chiese allora una bimba paffuta che l’aveva vista mentre a poco a poco si allontanava nell’azzurro.
“Chissà,forse prima di quanto tu creda”rispose in un soffio Vaniglina mentre scompariva lasciando dietro  di sé un aroma delicato.E nell’ultima sera di giugno illuminata da mille stelle,nel piccolo teatro di un rigoglioso giardino, pieno di bimbi e di colori apparve all’improvviso un grande cesto colmo di palloncini bianchi e rossi.Era un regalo della fatina per la pace ritrovata.”Riempiteli dei vostri desideri e voleranno sempre più in alto” si sentì mormorare con dolcezza da Vaniglina.La notte si colorò così di sogni, profumi e di magia……………             

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martedì 27 maggio 2014

I FIORI MAGICI DELL'AMORE E DELLA CREATIVITA'

La creatività e le idee  possono diventare parte di progetti sociali  e e di condivisione di emozioni, uscendo dal confine dell'opera,del quadro, del libro, della musica. Possono viaggiare nella rete dei social, diventare il colore vivace nell'arcobaleno di gente, e creare un filo sottile con i  cuori e  le anime che  la affollano.

Mi sta piacendo molto questa esperienza di crowdfunding che sto facendo con il mio team di Omero,l'osso del mistero; apre alla condivisione, alla solidarietà, all'amore.
Si percorre una nuova via, quella del sorriso e della partecipazione, a cui forse non eravamo più abituati. 
Ma si crea veramente una sorta di magia che unisce.Piano piano. Con la lentezza che porta alla consapevolezza .
E' vero i tempi sono duri, aspri.
Proprio per questo c'è bisogno di una carezza sull'anima, di dolcezza, di ridere, di giocare, di una mano nella mano.Bisogna stare uniti e credere di nuovo che tutti insieme possiamo farcela a uscire da questa crisi economica ma soprattutto di valori, che coinvolge il mondo occidentale.Forse questa è una opportunità per riscoprire  gli affetti, l'amicizia, la generosità, la solidarietà, il calore.Non sono solo parole che galleggiano nell'aria. Sono fiori profumati che se riescono a crescere nella nostra vita donano un'aroma intenso e avvolgente che ci  riempie e ci illumina.

Facciamoli crescere questi fiori, c'è solamente bisogno di innaffiarli con amore.

sabato 17 maggio 2014

SALUTE IN SPALLA : UN LIBRO PER TUTTA LA FAMIGLIA


Si parla delle ossa solo quando si rompono o ci fanno male. Come medico ortopedico e divulgatore scientifico ne ho una testimonianza diretta. Ma bisogna prendersene cura si da piccoli per stare bene da adulti e soprattutto sfatare molti malintesi che circolano sull’argomento.

Come farsi ascoltare però dai più piccoli? Le mamme e le insegnanti, mie pazienti,  mi dicono spesso che non sempre vengono ascoltate dai loro figli.
Bisognava trovare il ponte di comunicazione per sintonizzarsi con loro. La risposta è stata la “narrazione”. Il linguaggio della fiaba costituisce il percorso narrativo che apre le frontiere  all’immaginario dei bambini con un messaggio universale che crea conoscenza ed empatia, che può educare divertendo.

Ecco il motivo per cui ho chiesto a Chiara Patarino, autrice di libri per l’infanzia, di inventare e scrivere un racconto in cui i personaggi fossero proprio delle ossa in modo  da produrre un effetto simpatia. Volevamo fare qualcosa di utile per i bimbi.

 “Un osso per amico “, per traghettare i bambini in questo mondo sconosciuto e  per incominciare a sviluppare una vera e propria relazione anche se  fantastica fra i bambini e i personaggi del libro.
Così dalla fantasia di Chiara è nato Omero, l’osso della spalla sincero e appassionato di mistero e gli amici del paese di Ossicelli, reso colorato e divertente dai  bei disegni di Moai Studio.

Nel libro c’è una sostanziosa parte  divulgativa con i miei consigli per ragazzi e genitori per prendersi cura delle loro ossa e del loro benessere e prendersi quindi la “ salute in spalla.”
Ma come realizzare il libro? Vogliamo far partecipare i genitori, le associazioni, le scuole, gli specialisti e tutti quelli che hanno a cuore la cura delle ossa per una buona crescita personale. Ci piace pensare che questo sia il primo progetto portato a termine insieme a chi poi lo utilizzerà ogni giorno per migliorare la vita di un'altra persona. Un figlio, un paziente, un alunno e, perchè no, un giovane sportivo.
Ecco perchè abbiamo scelto la formula del crowdfunding per realizzare il libro, stamparlo e promuoverlo , portarlo nelle scuole, associazioni.
 Un libro che sia parte di tutti noi, come le ossa che ci sostengono per tutta la vita.

a cura di Dott. Luigi Grosso
Clicca qui per andare sulla pagina di Omero, l’osso del mistero 

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lunedì 12 maggio 2014

UN PETALO AL SAPORE DI MARE...


Oggi una fiaba al sapore di mare per chi ama donare e condividere come una canzone al chiaro di luna.
E' la prima fiaba che ho scritto anni fa...   
"Alice un giorno si alzò e decise improvvisamente di tingersi i capelli, che erano di un morbido color castagna,di giallo.Giallo come il sole,come la mimosa,i girasoli e la papaia.Voleva essere  succosa come un frutto, profumata come  un fiore,piena di calore e d’energia come il sole.Voleva volare sulla quotidianità con le ali di una farfalla appena uscita dalla crisalide,stretta ma rassicurante.Voleva percorrere l’oceano della vita con il guizzo e l’entusiasmo del delfino.Voleva……
In realtà si vestì e pettinò come tutti i giorni e stava avviandosi verso la porta per uscire quando  vide Osvaldo,il canarino di casa, dondolare a testa in giù.
“Cosa fai così,cosa succede?”gli domandò Alice.   
“Non mi sono trasformato in pipistrello – rispose Osvaldo, che aveva il dono della parola-“ ma così osservo meglio i pellicani scendere in picchiata sull’acqua per catturare il pesce.Vedo le cose dal loro verso migliore……
Alice abitava infatti in una casa in riva al mare,piena di luce e brezza marina e dal terrazzo si potevano vedere i pesci giocare tra di loro a nascondino.Durante il giorno raccoglieva conchiglie e cavallucci marini che pitturava e vendeva ai turisti e regalava ai bambini;al tramonto insegnava a ballare ai delfini.
Infatti al calar del sole la giovane donna amava cantare e ballare finchè un giorno si accorse che alcuni delfini,attirati dalla sua voce melodiosa,sembravano ascoltarla.Incominciò allora a fare piroette per attirare ancora di più la loro attenzione,e si accorse che questa volta i delfini incominciavano ad imitarne le mosse.
Incominciò così un appuntamento giornaliero che incominciava al tramonto e finiva al calare della notte,quando la luna era alta nel cielo;i delfini si avvicinavano sempre di più a terra per veder Alice danzare e ballare loro stessi.
Osvaldo,il canarino spesso si  univa a loro e disegnava nel cielo dei cerchi argentati:i delfini vi saltavano dentro con entusiasmo ed energia.
 Un giorno arrivò da lontano un pescatore di perle pieno di ricordi e di saggezza,con il viso solcato dagli anni vissuti in mare. Si sedette sulla sabbia e incominciò a suonare una lenta melodia con uno strano strumento di madreperla,che aveva trovato sulla spiaggia in uno dei suoi lunghi viaggi nell’oceano.Il suono era intenso e vibrante e ben presto una piccola folla di abitanti marini si radunò intorno al vecchio. Cavallucci azzurr,i ,pescipalla gialli e neri,polipetti guizzanti e persino piccole meduse trasparenti incominciarono a giocare a girotondo al suono della musica.  Poco dopo arrivarono i delfini che si unirono a loro con la consueta allegria.
E Alice ed Osvaldo?Ignari di tutto erano in casa a giocare a rubamazzetto: vinceva Osvaldo, tre ad uno, e già di pregustava il buon pranzetto, premio della sua vincita, quando una folata di vento spalancò la grande porta finestra che si apriva sul mare, e improvvisamente si accorsero della festa musicale che si stava svolgendo poco più in là.
“Presto,presto Osvaldo andiamo a vedere cosa succede,uniamoci ai nostri amici ”disse Alice
“Sei sicura che non sia una festa per soli pesci?” rispose Osvaldo che, preoccupato per le sue piume, non voleva essere costretto a buttarsi nel mare per un valzer all’acqua salata.
“Ma no, ma no io canterò per loro e tu mi accompagnerai con il tuo cinguettio”
E così fecero, e per tutto il giorno e la notte si sentì la voce di Alice esprimere tutta la sua gioia di vivere e l’amore per il mare.
“Grazie per avere allietato la mia musica e la mia giornata”disse il vecchio marinaio alla fanciulla.
“Ti regalo questa preziosa perla azzurra,trovata nei fondali del mar dei Caraibi,mi ha sempre portato fortuna e aiutato a trovare il mio cammino nella vita,te ne faccio dono per la tua generosità di spirito e il tuo calore e spero che sia sempre di aiuto anche per te”.E il vecchio partì…...
Alice,un po’ commossa mise la perla in una piccola conchiglia bianca che portava sempre al collo e riprese la sua vita di sempre,ma al tramonto ogni sera, quando ballava con i delfini aggiungeva una canzone per il vecchio marinaio e gliela inviava attraverso il sussurrare delle onde."

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