venerdì 27 febbraio 2015

LE RICETTE DELLA SCRITTRICE

" Come ti organizzi nel tuo lavoro? Quando scrivi? durante il giorno, la notte????'" mi chiedono spesso.Tipica domanda che si fa agli scrittori, questi strani esseri di cui non si riesce mai capire cosa fanno, quando lo fanno e come lo fanno...
 " La mattina di solito mi occupo di promozione e dei progetti di comunicazione, qualche volta vado nelle scuole e poi nel pomeriggio scrivo per i libri e per il blog e sopratutto mi concentro per cercare ispirazione..."rispondo io.
 E poi: " Sapete qual'è la mia ricetta per raggiungere la concentrazione? Cucinare per la famiglia e gli amici.. ."
 E così cucino e mi invento le ricette, le rivisito, diciamo così, un pizzico di mia fantasia ce lo aggiungo sempre.Vado anche a periodi: i periodo di peperoni e melanzane in tutte le salse, i tempi di torte dolci e salate, timballi di pasta e risotti profumati allo zenzero...
Ora è il tempo dei gelati.Cremosi, nutrienti e assolutamente fantastici..

Ecco la ricetta del gelato alla castagna che ho appena preparato:
 4 uova solo tuorlo
250 latte intero
200 panna
300 gr di crema di castagne
100 gr zucchero grezzo
2 meringhe
 4 marron glacè sbriciolati
1 cucchiaio di rum
1 cucchiaio glucosio
 1 cucchiaino di fecola di patate

 Preparare una crema con i tuorli e lo zucchero ( io metto quello non raffinato, bisogna lavorarlo un pò di più con i tuorli) aggiungere poi le meringhe sbriciolate e la crema di marroni . Nel frattempo mettere sul fuoco il latte, panna e il glucosio, ( c'è chi mette il miele ma cambia il sapore, potete mettere il fruttosio che si trova in farmacia o in alcuni super mercati) il fuoco deve essere moderato e non deve raggiungere l'ebollizione, poi aggiungere la crema e continuare a mescolare piano piano a fuoco lento fino a che non è cremosa; io aggiungo anche un cucchiaino da caffè di fecola di patate. Fate raffreddare, aggiungete un cucchiaio di rum se vi piace, secondo me la rende più aromatica,e i marroni sbriciolati. Tenere in frigo 12 ore e poi mantecare con la gelatiera. Sopra il gelato potete guarnire con  noccioline sbriciolate e polvere di cacao.
 E' veramente deliziosa...aspetto i vostri commenti. Buon appetito!

lunedì 23 febbraio 2015

C'ERA UNA VOLTA UNA CASETTA IN CANADA'...

C'era una volta una casetta in Canadà. Vi ricordate la famosa canzone di Sanremo del 1957 di Mario Panzeri? Si raccontava l'aspirazione di avere una casa tutta per sè, piena di fiori e bambini; la casa come focolare, nido, rifugio. La casa come sogno. E oggi? Oggi c'è sempre il desiderio di una casa propria ma il sogno è  più difficile da realizzare. Crisi economica, difficoltà ad accedere ai mutui, poco e disagiato lavoro soprattutto per i giovani allontanano la reale possibilità di poterne acquistare una. E tutto questo in un quadro di degrado del contesto urbano, specialmente per quanto riguarda le grandi città.

Questi i temi affrontati lo scorso 20 febbraio a Napoli durante il convegno Abitare la Città, Riqualificazione urbana e Rigenerazione del patrimonio edilizio”. Il Convegno è stato promosso dall’ACEN, dall’Assocond (Associazione Italiana Condomini Napoli), da PAMA Villa Matilde, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, dall’A.N.A.I. Associazione Nazionale Avvocati Italiani, e la partecipazione del Lyons Club Napoli 1799.

Un utile confronto per stimolare il dibattito con istituzioni e aziende sullo sviluppo del  settore immobiliare che incomincia a vedere qualche segnale di ripresa,circa il 30 per cento rispetto all'anno precedente, ma che è ancora lontano dal riprendersi del tutto. E non solo, le città e Napoli in particolare che ha un territorio fortemente urbanizzato, hanno necessità di riqualificare e rigenerare gli spazi cittadini e il patrimonio edilizio,specialmente nelle periferie più degradate.
" Le vediamo ancora le gru a Napoli? " è il segnale di preoccupazione che arriva da Maurizio Bianconcini, imprenditore fra  i promotori dell'iniziativa. " Le gru sono il simbolo di una città produttiva, che si trasforma e che continua a innovarsi per migliorare la qualità della vita del cittadino, non solo nelle abitazioni,  ma soprattutto nelle infrastrutture, per diminuire i disagi e dare un respiro alle periferie che soffocano".
Certo, la burocrazia non agevola il settore che tende a comprimersi nelle strette di una maglia burocratica un pò opprimente fra la richiesta di trasparenza e l'iter lunghissimo delle pratiche edilizie.
Ci sono ricette? Un ingrediente fondamentale è proprio il confronto che nasce da incontri come questo, dove si è vista una notevole affluenza e partecipazione che testimonia l'interesse e l'esigenza di creare sinergie come carburante per ripartire.
Chissà se per i nostri figli  funzionerà sempre il detto " due cuori e una capanna?"
Noi continuiamo ancora a credere in quel sogno della famosa canzone...





mercoledì 11 febbraio 2015

Cyberbullismo:briciole di vita sparse su Internet. Ma chi è il Pollicino che le raccoglie?


“Ciao Maria come sei bella, usciamo insieme?”. Sembra una conversazione romantica fra due innamorati, ma in realtà sono due adolescenti sconosciuti che parlano in rete. Si inizia così una chat , per gioco e  con semplice leggerezza si postano foto, si spargono briciole di vita personale nell’universo di internet, ma chi è il Pollicino che le raccoglie?Talvolta, purtroppo sempre di più, l’identità reale nascosta nella apparente scena virtuale è quella di un orco che può molestare, perseguitare e  fare a  pezzi la personalità ancora fragile e in germoglio di un adolescente. Altre volte poi sono gli stessi compagni a condurre questo gioco spietato.

“Social e bullismo” : questa la tematica affrontata  durante”Internet safer day”, la giornata internazionale per l’utilizzo sicuro dei Nuovi Media, il 10 febbraio a Napoli alla Clinica Mediterranea nell’ambito degli incontri di Mondo Donna, promossi dall’A.D.  Celeste Condorelli per informare e aiutare le donne ad affrontare  scelte consapevoli in vari ambiti del quotidiano.

Internet è una piazza reale che ci apre al mondo, un utile strumento di conoscenza ma da gestire con cautela, direi anche con saggezza. Non pensiamo che quando i nostri ragazzi stanno chiusi nella loro camera davanti al computer, o al telefonino  siano al sicuro da ogni pericolo…Forse stanno aprendo la finestra ad un mondo sconosciuto che può arrivare fino alla molestia, alla vergogna, all’umiliazione condivisa, e proprio per questo più bruciante. Le ferite dell’anima sono difficili da curare. Senza allarmismi ma con equilibrio stiamo vicino ai nostri figli adolescenti, hanno bisogno di noi e del nostro esempio. Anche per gli adulti Iphone e tablet sono una costante tentazione…
La stessa scuola incomincia ad intervenire con proposte di ascolto e formazione per i ragazzi ormai completamente connessi fra di loro con il filo invisibile e spesso indistruttibile dei social.
“ Non uscite con sconosciuti” era la raccomandazione dei  genitori di ieri…
 “Con chi stai chattando?” 
Oggi così cerchiamo di difendere i nostri piccoli dall’ingenuità dell’incontro in rete. Ma il vero pericolo, su cui riflettere, è anche la voglia di mostrarci a tutti i costi in un universo in cui tutto è amplificato.


L’incontro si è svolto con la sentita partecipazione del pubblico grazie alla frizzante conduzione della giornalista Anna Paolo Merone e agli interessanti interventi della psicologa di Telefono Azzurro Roberta de Sio Cesari, della dirigente dell’Istituto Europa di Pomigliano D’Arco Rosanna Genni, Del Vice Questore della Polizia Postale Fabiola Silvestri e del Commissario Capo Polizia Postale Riccardo Croce.

giovedì 5 febbraio 2015

LA MIA PRIMA FIABA...

Ecco la  prima fiaba che ha inaugurato la mia stagione da scrittrice.Ogni tanto la rileggo, con tenerezza e nostalgia per quella bambina che cantava ai delfini...Rileggiamola insieme.

Alice un giorno si alzò e decise improvvisamente di tingersi i capelli, che erano di un morbido color castagna,di giallo.Giallo come il sole,come la mimosa,i girasoli e la papaia.Voleva essere  succosa come un frutto, profumata come  un fiore,piena di calore e d’energia come il sole.Voleva volare sulla quotidianità con le ali di una farfalla appena uscita dalla crisalide,stretta ma rassicurante.Voleva percorrere l’oceano della vita con il guizzo e l’entusiasmo del delfino.Voleva… 
In realtà si vestì e pettinò come tutti i giorni e stava avviandosi verso la porta per uscire quando  vide Osvaldo,il canarino di casa, dondolare a testa in giù.
“Cosa fai così,cosa succede?”gli domandò Alice.   
“Non mi sono trasformato in pipistrello – rispose Osvaldo, che aveva il dono della parola-“ ma così osservo meglio i pellicani scendere in picchiata sull’acqua per catturare il pesce.Vedo le cose dal loro verso migliore……

Alice abitava infatti in una casa in riva al mare,piena di luce e brezza marina e dal terrazzo si potevano vedere i pesci giocare tra di loro a nascondino.Durante il giorno raccoglieva conchiglie e cavallucci marini che pitturava e vendeva ai turisti e regalava ai bambini;al tramonto insegnava a ballare ai delfini.
Infatti al calar del sole la giovane donna amava cantare e ballare finchè un giorno si accorse che alcuni delfini,attirati dalla sua voce melodiosa,sembravano ascoltarla.Incominciò allora a fare piroette per attirare ancora di più la loro attenzione,e si accorse che questa volta i delfini incominciavano ad imitarne le mosse.

Incominciò così un appuntamento giornaliero che incominciava al tramonto e finiva al calare della notte,quando la luna era alta nel cielo;i delfini si avvicinavano sempre di più a terra per veder Alice danzare e ballare loro stessi.
Osvaldo,il canarino spesso si  univa a loro e disegnava nel cielo dei cerchi argentati:i delfini vi saltavano dentro con entusiasmo ed energia.
 
Un giorno arrivò da lontano un pescatore di perle pieno di ricordi e di saggezza,con il viso solcato dagli anni vissuti in mare. Si sedette sulla sabbia e incominciò a suonare una lenta melodia con uno strano strumento di madreperla,che aveva trovato sulla spiaggia in uno dei suoi lunghi viaggi nell’oceano.Il suono era intenso e vibrante e ben presto una piccola folla di abitanti marini si radunò intorno al vecchio. Cavallucci azzurri ,pescipalla gialli e neri,polipetti guizzanti e persino piccole meduse trasparenti incominciarono a giocare a girotondo al suono della musica.  Poco dopo arrivarono i delfini che si unirono a loro con la consueta allegria.

E Alice ed Osvaldo?Ignari di tutto erano in casa a giocare a rubamazzetto: vinceva Osvaldo, tre ad uno, e già di pregustava il buon pranzetto, premio della sua vincita, quando una folata di vento spalancò la grande porta finestra che si apriva sul mare, e improvvisamente si accorsero della festa musicale che si stava svolgendo poco più in là.
 “Presto,presto Osvaldo andiamo a vedere cosa succede,uniamoci ai nostri amici ”disse Alice
“Sei sicura che non sia una festa per soli pesci?” rispose Osvaldo che, preoccupato per le sue piume, non voleva essere costretto a buttarsi nel mare per un valzer all’acqua salata.
“Ma no, ma no io canterò per loro e tu mi accompagnerai con il tuo cinguettio”.
E così fecero, e per tutto il giorno e la notte si sentì la voce di Alice esprimere tutta la sua gioia di vivere e l’amore per il mare.
“Grazie per avere allietato la mia musica e la mia giornata”disse il vecchio marinaio alla fanciulla.
“Ti regalo questa preziosa perla azzurra,trovata nei fondali del mar dei Caraibi,mi ha sempre portato fortuna e aiutato a trovare il mio cammino nella vita,te ne faccio dono per la tua generosità di spirito e il tuo calore e spero che sia sempre di aiuto anche per te”.E il vecchio partì…
 Alice,un po’ commossa mise la perla in una piccola conchiglia bianca che portava sempre al collo e riprese la sua vita di sempre,ma al tramonto ogni sera, quando ballava con i delfini aggiungeva una canzone per il vecchio marinaio e gliela inviava attraverso il sussurrare delle onde…


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