martedì 6 giugno 2017

L'ARTE DEL FENG SHUI A MISURA DI GEPPETTO

C'era una volta un pezzo di legno…Così era incominciata la storia di Geppetto, alias Mastro Ciliegia, e il suo Pinocchio, il divertente burattino, compagno nella fantasia di tanti e tanti bambini.
Ma ne era passata di acqua sotto i ponti e la piccola falegnameria dove abitavano un tempo, si era trasformata in un atelier di design del legno. Geppetto, da buon artigiano, tramutava in bellissimi oggetti e mobili i disegni di Pinocchio, che era ormai diventato un noto designer nell’arredamento. Aveva incominciato per gioco, spinto dalla passione  per il legno e le sue caratteristiche, il calore, le nervature, perfino il profumo. E negli anni la sua abilità si era talmente sviluppata da diventare una vera e propria professione.
Il suo aspetto un po’ bizzarro lo aveva addirittura aiutato.
“ Sei solido e tutto d’un pezzo” gli dicevano scherzando e ammirando le sue creazioni, semplici ma di gran gusto.
E lui non si dispiaceva, muoveva il naso appuntito in segno di approvazione.
Non aveva perso nemmeno la curiosità e il senso d’avventura che lo avevano sempre contraddistinto.
Un giorno infatti:
“ Babbo, vorrei imparare l’arte del Feng Shui” disse a Geppetto con noncuranza.
“ Feng Shui? Che cosa è?” Il falegname era stupito, ogni giorno Pinocchio aveva una nuova idea.
Non che gli dispiacesse, ma non sempre riusciva a stargli al passo.
“ Il Feng Shui è un’arte orientale, nata in Cina per creare armonia tra l’interno e l’esterno della casa.“ spiegò lui.
Geppetto, da buon padre, capì il suo interesse. Da piccino Pinocchio era stato disobbediente e bugiardo e ne aveva pagato il prezzo. Da allora aveva ben compreso la lezione e aveva orientato la sua vita alla ricerca della pace e delle buone azioni.
“ Perché non andiamo in Cina?” propose Pinocchio al padre.“ E’ da tanto tempo che non facciamo un viaggio!”.
Mille dubbi incominciarono ad affollare la mente dell’anziano falegname.
Ma Pinocchio continuava ad insistere.
“ Possiamo finalmente usare la nostra macchina telesportatrice!”
Era stato un regalo a sorpresa della Fata Turchina. Un giorno avevano trovato in giardino una grande rondine di legno di cedro. In realtà era una navetta spaziale. Una piccola porta conduceva all’interno della cabina, attrezzata per il viaggio di teletrasporto.
“ Vi porterà dove volete in pochissimi minuti. Dovete solo sedervi e pensare intensamente al luogo prescelto”. Gli aveva sussurrato la Fatina. 
“ Ma non l’abbiamo mai provata, funzionerà? E poi dove andiamo? La Cina è un paese immenso! ” Geppetto era ancora perplesso.
Mentre parlava, Pinocchio guardava con intensità il grande vaso di porcellana all’ingresso. Era pieno di fiori e sulla parte anteriore il disegno di un grande albero colmo di frutti gialli e rossi accoglieva lo sguardo con un’ energia davvero particolare.

Un pensiero gli attraversò la mente, veloce come un lampo.  Senza nemmeno rispondere, corse al computer e incominciò la sua ricerca. Dopo qualche ora si presentò trionfante davanti a Geppetto. 
Gli mostrò una foto con una donna cinese, minuta e dalla pelle color avorio. Vicino a lei una bimba con i capelli raccolti in una treccia che teneva in braccio un piccolo panda paffuto.
Sullo sfondo una pagoda immersa nel verde e intorno decine e decine di vasi di tutte le forme e dimensioni.
“ E’ la creatrice del nostro vaso” spiegò. ”Tramite internet sono riuscita a trovarla e le ho anche scritto!”
“Abita vicino a Pechino con la sua bambina ed è disposta ad accoglierci per qualche tempo nella casetta accanto alla sua pagoda. E’ interessata al mio lavoro e io al suo. ”  
“ E poi…” Pinocchio abbassò la voce.
“ Quell’albero disegnato sarà l’albero dell’armonia?”continuò.
“ Pinocchio, attento, non volare troppo con la fantasia.Ti ricordi la brutta avventura con l’albero degli Zecchini d’oro? Cos’è questo albero?” Geppetto aveva un tono serio, quasi di rimprovero.
Pinocchio si mise a ridere. Il gatto, la volpe e Mangiafuoco erano solo un ricordo del passato.
“Si narra che esista per davvero e il succo dei suoi frutti gialli e rossi possano donare un senso di pace. Bastano poche goccie sui mobili di una casa per portare gioia e armonia. Me lo ha confessato proprio la nostra amica Fata Turchina. Ed è per questo che ci ha regalato la macchina per il teletrasporto, per cercarlo. Che sia in Cina?”
“ Lo troverai, mi ha sussurrato una notte, ma dovrai viaggiare molto…”
 “ Babbo, partiamo?” Pinocchio lo guardava con occhi pieni di speranza. Anche il naso appuntito tremolava tutto.
“ E sia!” sospirò Geppetto.
Il giorno dopo entrarono nella navicella a forma di rondine con una piccola valigia. Si sedettero sui sedili, comodi e tondi, guardando intensamente il luogo della fotografia. Dopo pochi minuti si sentirono sollevare ed  entrarono in un vortice di luce, davanti ai loro occhi scorrevano immagini di mari, fiumi, foreste e città. Poi silenzio, solo le risate soffici di una bambina. Aprirono gli occhi e le immagini della foto erano lì davanti a loro. La pagoda, i vasi,  la donna cinese con la bambina e il piccolo panda. Aveva funzionato. Una vera magia.
“Grazie Fatina.”Pinocchio la ringraziò  con tutto il cuore. E lei rispose con un  fruscio del vento.
 Un nuovo mondo si stava aprendo davanti a loro. Chissà quali meravigliose avventure li stavano aspettando…Ben presto lo avrebbero scoperto.